Danese su Lacatena: “Un percorso segnato. Emiliano era spesso a Monopoli con lui e Pasqualone”

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Riceviamo e pubblichiamo una lettera dell’ex vice segretario del Pd. “Il mio timore più grande non avere alternative all’Emilianismo, alla politica dove gli interessi vengono mascherati da civismo, dove gli ideali, in politica, spariscono per un più efficace e pragmatico conteggio matematico di voti”, scrive.

Gentile Redazione,
dopo anni di silenzio, dopo essere stato Vice Segretario del Pd monopolitano, mi ritrovo da semplice cittadino e osservatore, a scrivervi per rendere pubblico il mio più grande timore. Non avere, da elettore, alternative all’Emilianismo, ovvero alla politica dove gli interessi vengono mascherati da civismo, dove gli ideali, in politica, spariscono per un più efficace e pragmatico conteggio matematico di voti al fine di detenere il potere.

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Foto di archivio

Mi preoccupano, in particolare, le ripercussioni a livello locale della “scelta” di Stefano Lacatena di passare in maggioranza con Emiliano alla Regione. E se ho inserito le virgolette è perché è difficile sostenere che di scelta si tratti, in quello che era un percorso già segnato dal principio, con la decisione opportunistica (tornando al discorso dei numeri) di Lacatena di candidarsi con forza Italia – non avrebbe avuto possibilità in liste di Emiliano-, ma anche con la consapevolezza di esserci in caso di vera difficoltà del Presidente, considerati i strettissimi rapporti con lo stesso che da molto e neanche nascosti, ci sono a livello locale (quando ero vice segretario PD Emiliano veniva spesso a Monopoli ad incontrare Alberto Pasqualone e Stefano Lacatena, mente io non ho mai avuto il piacere). Una mossa che, quindi, potrebbe condizionare nuovamente la politica locale, da tantissimo ormai influenzata dalle scelte a livello più alto, quello regionale.

Come dimenticare la scena in cui una delle figure più importante del Pd locale, Marilù Napoletano, esultava saltellando e festeggiando al comitato di Annese nel 2018, mentre nel comitato di Contento decine di giovani e giovanissimi piangevano? Perché quando ci sono gli ideali di mezzo si arriva addirittura a piangere. Ma soprattutto, quale migliore certificazione di quella immagine di un forte condizionamento del Presidente sulle amministrative?

Ecco che oggi si ripresentano gli spettri del passato. Il mio timore più grande, ovvero quello di non avere scelta da cittadino, da elettore. Di dover scegliere il candidato amico, parente, quello che mi fa il favore. Di tutto, tranne uno, il candidato con ideali, quelli senza cui la politica, per quanto mi riguarda, non ha senso. Questo è il rischio dell’Emilianismo.

Dario Danese