Paolo Comes: “Ecco perchè il Pd va da solo. Quella una sinistra inconcludente e parolaia”

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Il candidato del Pd non intende fare passi indietro appoggiando la candidatura di Papio sostenuto dal resto del centrosinistra. “È una convergenza elettorale dell’ultimo momento, che non è certo una convergenza di idee”, dice. Poi il riferimento ad Adalisa Campanelli e ai casi Indiveri e Matera. 

“Pd anemico? Pd isolato?” Paolo Comes, segretario e candidato sindaco del partito, non ci sta a lasciar correre.
Non ci sta a sentire o leggere espressioni di questo calibro e comunica che la sua candidatura verrà ufficializzata alla città quando ci sarà anche da presentare la lista che lo appoggerà in questa tornata elettorale sempre più vicina.

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Licci

LA PRESENTAZIONE DELLA LISTA DEL PD – “Piu che parlare di me – dice – intendo far conoscere le persone che saranno nella lista”. Claudio Licci, consigliere uscente, sarà nuovamente candidato, mentre gli altri nomi, preannuncia Comes, anche responsabile della Radiologia del San Giacomo di Monopoli, sono una novità, espressione, spiega “del mondo del volontariato ed anche spicchio della società più estesa”.

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NESSUN PASSO INDIETRO – Più volte e da più parti in questi giorni si è sentito l’appello a compattarsi intorno al nome di Angelo Papio, il candidato espressione di Manisporche, che ha ottenuto l’appoggio anche di Spazio Civico, Movimento 5 Stelle, Revolution, Cristiani e Libertà, e I Socialisti. Ma Comes non intende fare un passo indietro rispetto a quella che definisce una “convergenza elettorale dell’ultimo momento, che non è certo una convergenza di idee“.

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Comes

PERCHE’ MEGLIO SOLI – Così il candidato torna un po’ indietro nel tempo, ripercorrendo i momenti in cui il centrosinistra con alcune figure espressione del centrodestra si riuniva mettendo le basi per un nuovo progetto politico, di ampio respiro. Un progetto poi naufragato per via delle varie defezioni e di un clima di scarsa collaborazione. “Per due anni al tavolo politico che si era costituito con le altre forze ha dominato il reciproco sospetto. Pareva quasi una gara a chi avesse più riserve mentali. Noi non condividiamo questo modo di fare, per questo preferiamo andare da soli. Oltretutto sarebbe come ripresentare lo stesso schieramento che ha perso le elezioni per ben tre volte di seguito negli ultimi 15 anni”. Di andare uniti, con Papio candidato, dunque non se ne parla. “Quella è una sinistra inconcludente e parolaia”, dice Comes. “Perchè, -ribatte- hanno forse mai concluso qualcosa?” Quello del Pd è un progetto diverso, di una sinistra più aperta al dialogo con la società e più incisiva nella realtà cittadina”, aggiunge.

LA QUESTIONE ADALISA CAMPANELLI – Riserva qualche battuta anche ad Adalisa Campanelli, neo eletta nella direzione nazionale del Pd che ieri era presente alla conferenza stampa di lancio della candidatura di Papio. “Non è vero – spiega Comes  – che non è stata invitata alle riunioni del Pd. Le era stata data la possibilità di inserire nomi nel direttivo del partito, ma non ci ha neanche risposto e quando c’è stata l’assemblea, dopo aver votato la mozione nazionale, al momento del dibattito per poi eleggere la segreteria locale, è andata via. Una comunità ha bisogno di condivisione, anche sotto il profilo umano. Le nostre porte sono aperte, ma è lei che non partecipa ai nostri dibattiti, lei che non viene, non noi che non la invitiamo”.

I CASI INDIVERI E MATERAFeliciano Indiveri di recente ha comunicato in una nota di lasciare il Pd. Non ha ancora dichiarato di candidarsi e dove, ma sempre più insistenti sono le indiscrezioni che lo vedono in una lista al sostegno della candidatura di Angelo Annese.
Stesso discorso per Cecilia Matera, oggi consigliera del Pd che non si candida più, mentre lo fa sua figlia Antonella Fiume, in una lista però che supporta l’attuale sindaco. “Sono scelte personali – dichiara Comes- che non condivido, ma sulle quali non si discute. Se una figlia intende candidarsi con Annese – conclude- chi sono io per interferire in queste dinamiche familiari ed intime? Si assumono loro la responsabilità con gli elettori”.