Papio: “A Monopoli si parla tanto, ma non si fa politica”

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La consigliera Mastronardi accanto a Papio
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Con una nota stampa il Consigliere comunale Angelo Papio denuncia i ritardi nella convocazione del Consiglio Comunale.

A Monopoli si parla tanto ma non si fa politica. L’Amministrazione spieghi ai cittadini e all’opposizione perché da due mesi il Consiglio Comunale non viene convocato.” La richiesta viene dal Consigliere di Manisporche Angelo Papio. “Che quella del secondo mandato di Annese sarebbe stata un’Amministrazione chiusa e assolutamente non partecipata, si era capito già dalle battute di esordio del primo Consiglio Comunale” – continua laconico l’architetto. “E non basta neppure l’alibi del 70% di consenso a giustificare questo bullismo istituzionale che calpesta qualunque principio di confronto democratico“.

Non ci aspettavamo grandi novità nel metodo – prosegue Papio –  ma speravamo che potesse fungere da modello il secondo mandato Romani, quando l’allora sindaco aprì alla minoranza.

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Così non è stato. L’elezione a vicepresidente del Consiglio di Alessandro Scisci oltre a essere uno sgarbo istituzionale (il ruolo è sempre stato affidato all’opposizione), è stato un preciso segnale di arroganza politica. E non basta neppure la percentuale ottenuta dalla coalizione del sindaco a giustificare questo atteggiamento, come pure qualcuno tenta di suggerire. ” 

Sono trascorsi 2 mesi dal secondo e ultimo Consiglio Comunale senza che siano state nominate le Commissioni, né sia stata convocata una riunione dei capigruppo.

L’Amministrazione sta agendo deliberando in Giunta. Così a noi non resta che scorrere le delibere inserite nell’Albo Pretorio del sito del Comune di Monopoli per scoprire quello che accade in città. E a giustificare tutto, anche nei corridoi istituzionali basterebbe richiamare la percentuale elettorale ottenuta dalla coalizione Annese. A noi, che evidentemente rappresentiamo cittadini di serie B, non è concesso di esercitare, se non attraverso i giornali, il nostro ruolo di opposizione.”

Si tratta di un gravtentativo di esautorare dei suoi compiti il Consiglio Comunale. Un modo per delegittimarci dal punto di vista politico culturale e sociale. Una svalutazione dei costrutti della Carta Costituzionale, attribuendo al Consiglio Comunale solo un ruolo di ratifica di quanto deciso in Giunta, facendo venir meno la funzione di indirizzo e di controllo del Consiglio rispetto alle decisioni di Giunta. Manca la discussione pubblica e vi è un subdolo piano con cui privare i consiglieri di minoranza del legame con gli elettori che ne hanno determinato l’elezione.

Conclude Papio – “Vorremmo poter operare e tornare ad esercitare il nostro ruolo di consiglieri di opposizione e richiameremo ufficialmente il Segretario Comunale al rispetto del regolamento e alla nomina delle commissioni consiliari il prima possibile, prima di pensare di dover ricorrere a segnalare il tutto al Prefetto.