Piano casa, nulla di fatto. La maggioranza lascia l’aula e cade il numero legale

64
adv

La minoranza propone un emendamento, la maggioranza ritiene di doverlo approfondire prima di votarlo. Papio: “Ogni rinvio ingiustificato”.

Nulla di fatto per il consiglio comunale che sarebbe stato chiamato a discutere la proposta di delibera sul Piano Casa presentata dall’opposizione. Una proposta però che così com’era, nonostante fosse passata in commissione, era stata considerata gravata da un vizio di regolarità tecnica da parte del dirigente D’Onghia ed era stata dichiarata illegittima dalla segretaria generale Anglana, per quanto riguarda nello specifico l’art.6 della legge sul Piano Casa. Per questo l’opposizione, per tramite del consigliere di Manisporche Angelo Papio, si è presentata oggi in aula con un emendamento fatto per risistemare le cose.

Un emendamento nel quale però, rimettendo mani alla delibera, chiedeva di escludere dalle possibilità edificatorie del Piano Casa anche le aree produttive di via Baione e di viale Aldo Moro. Questo anche alla luce della decisione della Regione di eliminare il contributo straordinario che sarebbe stato concesso per demolire e ricostruire e che avrebbe portato ad una importante contropartita sociale, dando una sterzata all’edilizia popolare, come era stato anche richiesto dalla Lega. Venendo meno questo contributo, dunque, per i consiglieri proponenti non c’era veramente più nulla che potesse giustificare l’edificazione in zone industriali.

adv

La maggioranza però non voleva affrontare un argomento così delicato e discutere un emendamento così complesso senza approfondirlo. “E’ una questione che non si può affrontare così in poco tempo – ha evidenziato il leghista Barletta – Bisogna aspettare prima la decisione del consiglio regionale”. “Torniamo in commissione e la rivalutiamo”  ha aggiunto anche Piepoli (MaC). Conclusione, la maggioranza chiede di rinviare la discussione per arrivare ad una scelta condivisa. Ci vuole una prima interruzione della seduta, chiesta da Lacatena (MaC), affinché i capigruppo si riuniscano e decidano, una volta ripresi i lavori, di rinviare il tutto ad un nuovo consiglio, così come proposto dal forzista Martellotta.

opposizione
L’opposizione in aula

Ma Papio con l’opposizione intera non ci sta. “Ogni rinvio è ingiustificato – ha detto -. La responsabilità che si assume oggi la maggioranza è grave. Voi – ha detto Papio rivolgendosi ai consiglieri di centrodestra – state impedendo a Monopoli di difendersi da uno scempio urbanistico. Ogni ora che passa, è un possibile permesso di costruire in più in una situazione illegittima”. Ma Barletta ha replicato al manisporchista: “Vuoi incutere terrore, ma non fai paura a nessuno. E’ un provvedimento troppo importante per essere liquidato così”.

Anche i leghisti Campanelli, Leggiero e Rotondo alla prima votazione sul rinvio dicono no, insieme agli 8 della minoranza. Risultato, la votazione finisce in parità: 11 a favore e 11 contro. Proposta di rinvio dunque non accettata. Si va avanti. O meglio, si sarebbe andati avanti se la maggioranza fosse rimasta in aula. Al centrodestra, per stoppare il dibattito, non è rimasto che uscire dall’aula e far mancare il numero legale. E in aula infatti sono rimasti in 11, compresi i tre leghisti. Troppo pochi però per discutere l’emendamento. Alla seconda votazione, anche i leghisti sono andati via, lasciando in sala Perricci solo i consiglieri di opposizione.