Emiliano, una vittoria scontata. Alle primarie il 70% riconferma il Presidente

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I commenti di tutti e quattro i protagonisti di questa competizione. Adesso fronte comune in vista delle regionali per battere la destra. 

Un esito chiaro, netto e persino scontato quello emesso dalla base, che ha scelto Michele Emiliano come candidato presidente della Regione Puglia per il centrosinistra, in vista delle consultazioni della prossima primavera. Sono stati circa 80mila gli elettori che, nella giornata di domenica scorsa, si sono recati presso i 272 seggi distribuiti sul territorio pugliese e 56.773 sono stati i voti attribuiti al governatore uscente, che ha incassato la fiducia del 70,4% dell’elettorato della coalizione. Niente da fare per il consigliere regionale Fabiano Amati, per l’ex europarlamentare Elena Gentile e per il sociologo (indipendente) Leonardo Palmisano, i quali, all’indomani della competizione, si sono già detti pronti a correre uniti contro il centrodestra. Amati ha riscosso 11.559 voti (14,3%), seguito dalla Gentile con 9.753 preferenze (12,1%) e da Palmisano fermatosi a quota 2.532 (3,1%).
Una tendenza con la quale i risultati registratisi a Monopoli si pongono in linea. In città, infatti, il governatore uscente ha distaccato gli sfidanti con un ampio margine, ottenendo più del doppio delle preferenze espresse in favore di Amati, anche in questo caso il secondo più suffragato.

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Michele Emiliano al voto

Il vincitore delle Primarie, sulla sua pagina Facebook, ha espresso soddisfazione per le migliaia di cittadini recatisi ai seggi, nonostante il risultato fosse “abbastanza scontato”, come lo stesso ha ribadito. Una partecipazione mossa, secondo Emiliano, non dalla volontà di “far vincere qualcuno”, ma dall’intento di fornire un “atto di testimonianza”. Esaltata quindi la “meravigliosa giornata di democrazia”, il governatore è poi passato ai ringraziamenti. Il primo è stato espresso nei confronti dei pugliesi: “questo popolo meraviglioso – ha scritto – mi ha insegnato a fare il sindaco e mi sta insegnando a fare il presidente della Regione”. Il secondo è stato rivolto ai volontari impegnati nei diversi seggi e, più in generale, all’intera macchina organizzativa “perfetta, straordinaria”. Infine, l’ultimo ringraziamento è stato tutto per loro: i tre sfidanti. “Non era una competizione semplice, so cosa significa e mi sono immedesimato in loro – ha proseguito Emiliano nel suo post -. Penso che loro renderanno migliore anche me, perché le critiche che mi hanno fatto durante questa campagna per le primarie le ho ascoltate tutte con grande attenzione”.

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Fabiano Amati al voto

In vena di ringraziamenti anche il secondo più suffragato di questa competizione, il consigliere regionale del Pd Fabiano Amati. Anche lui è ricorso ai canali social per divulgare il messaggio di gratitudine a quanti hanno sostenuto la sua candidatura. “In questo caso ho perso, è evidente, ma mi consolano il sostegno di chi mi ha aiutato e votato, e i risultati vittoriosi della mia provincia e di diverse città pugliesi – ha scritto, proseguendo -. Ciò significa che la sfida non era velleitaria e che era proprio questo il momento di compiere gesti chiari, lineari e coraggiosi”.

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Elena Gentile al voto

Il commento social di Elena Gentile, nel tempo delle “sardine”, è iniziato dal racconto sulla vita dei salmoni, che nuotano controcorrente proprio come lei ha affermato di aver fatto. L’ex eurodeputata ha infatti rivendicato la scelta di non aver chiesto il sostegno né a parlamentari né alla Giunta né ai consiglieri regionali, “tutti schierati a sostegno del Presidente uscente, a cui non ho risparmiato critiche e del suo risultato prendo atto – ha scritto su Facebook -, o dell’altro candidato”. Nonostante tutto, la Gentile non si è detta amareggiata ed è ora intenzionata a fare fronte comune per “battere la destra!”.

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Leonardo Palmisano al voto

L’appello al fronte comune anti-sovranista è giunto anche dal quarto candidato e sempre su Facebook. “Un risultato straordinario, tutto nostro, al servizio di una coalizione che dovrà sconfiggere il sovranismo – ha commentato Leonardo Palmisano, che ha infine aggiunto -. Adesso al lavoro per un radioso domani di democrazia”.