Piano Casa, l’opposizione se ne va. Ok dalla sola maggioranza

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Un momento del Consiglio Comunale (foto di archivio)
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Al termine del Consiglio Comunale di ieri, botta e risposta in due conferenze stampa. La minoranza: “Una grande speculazione edilizia”. Il centrodestra: “Vogliamo migliorare una legge non voluta da noi”.

Nemmeno la ricorrenza di San Valentino è riuscita a conciliare le posizioni, diametralmente opposte, tra maggioranza ed opposizione sul discusso Piano Casa. Nel tardo pomeriggio di ieri, infatti, durante la discussione sulla proposta di modifica alla delibera approvata lo scorso aprile, la minoranza ha deciso di abbandonare l’aula, dopo la lettura di un documento sottoscritto dai rispettivi esponenti, e il provvedimento in votazione è stato approvato dai consiglieri del centrodestra, rimasti gli unici presenti in sala “Perricci”. In base al punto di vista degli oppositori, infatti, la delibera di ieri sera altro non originerebbe se non una delle più grandi speculazioni edilizie attuate negli ultimi decenni, spacciata per “riqualificazione urbana”. Accuse rispedite al mittente dai diretti interessati, che hanno stigmatizzato la scelta del centrosinistra e del Movimento 5Stelle di uscire dall’aula in segno di protesta, senza proseguire il dibattito. “La maggioranza aveva il numero legale per reggere la discussione e votarsi un provvedimento che non condividiamo affatto” dirà poco più tardi Silvia Contento (Contento per Monopoli), durante la conferenza stampa indetta nella sala Brigida-Rizzoli, dopo l’uscita dalla sala “Perricci”.

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La conferenza stampa dell’opposizione

“Loro stanno scappando dall’aula” ha affermato il delegato comunale all’Urbanistica, Stefano Lacatena (Monopoli al Centro), nel momento in cui i sette esponenti dell’opposizione si apprestavano ad abbandonare gli scranni, ribadendo subito dopo di aver cercato da mesi un confronto con essi. Una mossa su cui il leghista Piero Barletta ha preferito ironizzare, ponendo più di una volta l’accento sull’attacco irreversibile di “Papiite” (una sorta di sindrome da bastian contrario, da sempre attribuita dal segretario del Carroccio all’esponente di Manisporche), che ieri sera avrebbe contagiato anche gli altri consiglieri dello schieramento avversario.
Dunque, rimasti vuoti gli scranni della minoranza, il botta e risposta politico è proseguito a suon di conferenze stampa. Prima quella indetta all’ultimo minuto dall’opposizione, e poi, in seguito all’approvazione della delibera, quella organizzata – anche in questo last minute – dalla maggioranza.

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La conferenza stampa della maggioranza

La conferenza stampa dell’OPPOSIZIONE – “La maggioranza rivendica che si tratta di una riqualificazione urbana, ma non può trattarsi di riqualificazione, perché questa necessita di una variante urbanistica e di una serie di operazioni più complesse”. Si è aperto con queste parole proferite da Angelo Papio (Manisporche) l’incontro dell’opposizione con la stampa. L’architetto manisporchista, infatti, a proposito della delibera di ieri sera ha preferito parlare di un “permesso di costruire approvato dal Dirigente e con un passaggio in Giunta”. Sulla stessa lunghezza d’onda il parere di Silvia Contento (CpM), secondo cui “non si può riqualificare un’area degradata con un semplice Piano Casa, che è lo strumento finale di un’edificazione diretta”.
Ad indispettire la minoranza sarebbe soprattutto la fretta con cui ci si sta apprestando ad approvare simili delibere, poiché, come ribadito da Sonia Cazzorla (Movimento 5Stelle), “in Regione si sta lavorando perché si sono accorti di come sia stata snaturata questa legge e solo il Comune di Monopoli si sta intestardendo a prendere come riferimento la legge così com’è in questo momento” e che potrebbe dunque subire ulteriori variazioni. A domandarsi i motivi di tutta questa fretta è stata anche Cecilia Matera (CpM), la quale come l’opposizione non sia scappata dall’aula, ma si sia semplicemente limitata a non votare – né in un modo né nell’altro – “questo schifo”.
La vicepresidente dell’assemblea Contento ha inoltre paventato una “difformità di trattamento tra i tanti imprenditori edili del territorio” che potrebbe essere originata dalla delibera approvata ieri sera.
A parlare di “una delle più grandi speculazioni edilizie degli ultimi decenni” è stato Francesco Tamborrino (Insieme per Monopoli), che ha ipotizzato il futuro scenario derivante dalle scelte effettuate dal centrodestra. “Con questa delibera si dà il via libera ad un mega-quartiere, scollegato dalla città e privo sia di scuole che di spazi pubblici – ha detto Tamborrino, continuando a domandarsi -. Perché, in una città dotata di uno strumento urbanistico, si dà il via libera alla realizzazione di migliaia di residenze in un’area soggetta a forti dubbi, ancora in attesa di risposta, per quanto attiene la salubrità dell’aria?”.

 

La conferenza stampa della MAGGIORANZA – Subito dopo la chiusura della seduta di Consiglio di ieri, non si è fatta attendere la contro-conferenza dei gruppi di maggioranza per raccontare la loro versione dei fatti sulla proposta di modifica alla delibera, approvata lo scorso aprile, sul Piano Casa. Ad aprire l’incontro con i giornalisti è stato Stefano Lacatena (MaC), criticando l’atteggiamento assunto dall’opposizione, rea di essersi sottratta al confronto con la coalizione avversaria e di aver abdicato al suo ruolo, “scappando dall’aula e arroccandosi dietro sentenze, leggi e leggine”.
Un piccolo sfogo dopo quanto accaduto ieri in sala consiliare e, subito dopo, il delegato all’Urbanistica è entrato nel merito della questione. “La legge regionale consente la monetizzazione per la parte eccedente il 35%, ma noi non abbiamo voluto acconsentire – ha spiegato il delegato comunale all’Urbanistica -. Abbiamo voluto che gli interventi ricadenti in zone industriali, proprio per le motivazioni esposte nel documento dell’opposizione, debbano essere garantiti negli interventi di cambio di destinazione d’uso. Quindi, l’obiettivo che voleva raggiungere l’opposizione è lo stesso che abbiamo indicato nella nostra delibera”. Lacatena ha ribadito ancora una volta l’intento di aver più volte cercato un confronto con l’opposizione negli scorsi mesi, concetto rimarcato anche dal capogruppo della Lega, Giuseppe Campanelli.
Lacatena, in risposta all’obiezione mossa da Tamborrino sulla salubrità dell’aria nella zona industriale, in cui sorgeranno residente, ha inoltre affermato: “L’opposizione adesso ci taccia di voler mandare ad abitare i cittadini che non hanno una casa in prossimità dei detrattori ambientali, dicendo quindi che queste aree non valgono niente e, quindi, non ci sarebbe alcuna speculazione edilizia”.
Campanelli ha poi tenuto a rimarcare le due distinte posizioni delle diverse coalizioni in materia Piano Casa. “Da un lato c’è la visione della minoranza, che non vuole applicare per niente il Piano Casa – ha chiosato il capogruppo del Carroccio -, dall’altra c’è la nostra visione di applicarlo, calzandolo alle esigenze della città e cercando di trarne il massimo beneficio, nel tentativo di limitare gli effetti devastanti di questa legge, che non abbiamo voluto noi”.
Per Anna Capra (Noi con Monopoli), quella di ieri sarebbe stata un’occasione per rispondere all’emergenza abitativa di diversi cittadini; occasione che l’opposizione avrebbe perso. “Mi sarei aspettata una parola in merito a questo – ha affermato – e non che l’opposizione glissasse sull’argomento”.
Senza peli sulla lingua Piero Barletta (Lega), il quale, rifiutando lezioni di morale da parte dell’opposizione, ha ribadito alcune scelte fatte in passato dal centrosinistra. “Sono stati loro ad istituire la zona residenziale sotto i camini di Marseglia e poi ci rimproverano di voler realizzare residenze – ha tuonato il segretario della Lega, tirando una stoccata finale -. Adesso mi spiego perché il centrodestra governa da quindici anni in città e, con questi signori, staremo altrettanti anni a governare, perché sono meno del nulla!”.

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