Coronavirus: oggi 42 casi in Puglia, di cui 11 nel barese. In totale sono 200 i soggetti positivi

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Michele Emiliano, presidente Regione Puglia
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Emiliano ha firmato due nuove ordinanze: una per chi giunge dal Nord Italia e dall’estero, l’altra per i call center.

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, sulla base delle informazioni del direttore del dipartimento Promozione della Salute, Vito Montanaro, comunica che oggi – con aggiornamento alle ore 20.00 – sono stati effettuati 232 test in tutta la regione per l’infezione da Covid-19 Coronavirus. Di questi 190 sono risultati negativi e 42 positivi. I casi positivi sono cosi suddivisi: 11 in Provincia di Bari, 2 in Provincia Bat, 7 in Provincia di Brindisi, 10 in Provincia di Foggia, 10 in Provincia di Lecce e 2 in provincia di Taranto.

Nella provincia di Lecce sono deceduti tre pazienti: di 81, 79 e 99 anni con patologie pregresse. Nella provincia di Bari è deceduto un paziente di 96 anni, anche in questo caso con patologie pregresse. Con questo aggiornamento salgono a 200 i casi positivi registrati in Puglia per l’infezione da Covid-19 Coronavirus. I Dipartimenti di prevenzione delle Asl hanno attivato tutte le procedure per l’acquisizione delle notizie anamnestiche ed epidemiologiche, finalizzate a rintracciare i contatti stretti.

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Intanto, oggi, il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha firmato due ordinanze ai fini della prevenzione per quanto riguarda il contagio da Covid-19. La prima ordinanza estende l’obbligo di segnalare la propria presenza in Puglia a tutti coloro che arrivano da altre regioni italiane o dall’estero. Chi rientra per soggiornare continuativamente in Puglia nel proprio domicilio, abitazione o residenza deve segnalare la propria presenza compilando il modulo disponibile su portale della Regione Puglia, disponibile al presente link, o segnalare tale circostanza telefonicamente al proprio medico curante. Inoltre, deve osservare la permanenza domiciliare con isolamento, mantenendo lo stato di isolamento per 14 giorni e il divieto di spostamenti e viaggi; rimanere raggiungibile per ogni eventuale attività di sorveglianza; in caso di comparsa di sintomi, deve avvertire immediatamente il medico di medicina generale o il pediatra di libera scelta o l’operatore di sanità pubblica territorialmente competente per ogni conseguente determinazione.

La seconda ordinanza si rivolge a tutte le aziende che esercitano l’attività di call center e che non hanno attivato o non possono attivare le modalità di lavoro agile per i loro dipendenti. Queste realtà devono limitare la loro attività esclusivamente al servizio inbound, cioè attività a favore di cittadini che chiamano per avere assistenza e informazioni (customer service). In questo caso le aziende hanno l’obbligo di attuare protocolli di sicurezza anti contagio per preservare i lavoratori in sede.