Nuova autocertificazione per gli spostamenti. Ora anche origine e destinazione

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Palazzo del Viminale
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Il link al nuovo documento da compilare per poter uscire di casa. Recepiti l’ultimo DPCM e l’Ordinanza del Ministero della Salute.

Cambia ancora il modulo dell’autocertificazione da compilare per potersi spostare da casa nei giorni di emergenza pandemica, al fine di limitare i contagi da Covid-19. Il nuovo documento (reperibile qui) è stato divulgato ieri sera dal Ministero dell’Interno e recepisce le misure introdotte dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di domenica scorsa (DPCM 22 marzo 2020), con cui è stata disposta la chiusura delle attività non essenziali, oltre all’Ordinanza emanata venerdì dal Ministero della Salute in materia di limitazioni agli spostamenti sul territorio nazionale.

All’interno del nuovo modulo, il cittadino deve ora indicare anche l’indirizzo da cui ha avuto origine lo spostamento e la destinazione da raggiungere. La parte relativa alle motivazioni resta pressoché invariata: continuano ad essere consentite le uscite per “comprovate esigenze lavorative”, per “situazioni di necessità” e per “motivi di salute”. La voce “rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza” è stata invece soppressa dal DPCM del 22 marzo e sostituita nella nuova autocertificazione dall’opzione “assoluta urgenza”, ossia quella da indicare in caso di spostamento da un Comune all’altro (e sempre per ragioni di lavoro, salute o necessità).

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I cittadini interessati devono stampare la nuova autodichiarazione e portarla con sé per poi esibirla alle Forze dell’Ordine in caso di controllo. In alternativa, se non si dispone di una stampante, non è necessario uscire di casa per effettuare delle fotocopie: le Forze dell’Ordine sono infatti dotate di moduli in bianco da compilare al momento del controllo. L’ultima possibilità consiste nel ricopiare il testo del modulo a penna, inserendovi le informazioni richieste ai fini dello spostamento.

Si ricorda, infine, che il mancato rispetto delle restrizioni disposte dal Governo è punito ai sensi dell’art. 650 del codice penale (arresto fino a tre mesi o sanzione pecuniaria fino a 206euro), se ciò non comporti reati più gravi. Punibile con l’arresto da 1 a 6 anni, invece, la dichiarazione di false motivazioni all’interno dell’autocertificazione (ai sensi dell’art. 495 del codice penale).

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La nuova autocertificazione predisposta dal Ministero dell’Interno