Un minuto di stop in ospedale: “Non siamo eroi, chiediamo dispositivi di protezione e un riconoscimento economico”

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L’iniziativa organizzata dalla Fials anche al San Giacomo. Gli iscritti al sindacato hanno ricordato anche gli operatori sanitari morti in questa emergenza

Un minuto di stop sul posto di lavoro. Cioè in ospedale. Al San Giacomo di Monopoli gli iscritti Fials hanno preso parte a questa iniziativa, organizzata da Pasquale Lacasella, uno dei segretari provinciali della Federazione.
Un minuto in cui gli operatori si sono fermati, alle ore 12. Un minuto per rappresentare simbolicamente le sensazioni che provano ogni giorno. “Non vogliamo essere considerati eroi – dice Lacasella- ma lavoratori. E il nostro lavoro vogliamo farlo in maniera sicura”. Già, sicura, perchè sottolinea il sindacalista “ci troviamo ad evidenziare ancora una volta la mancanza o la scarsità di dispositivi di protezione individuale idonei per contrastare il coronavirus. Dispositivi che ci consentirebbero di non infettare noi e i nostri cari, anche perchè, come è noto, oltre 50 medici e oltre 25 infermieri sono “caduti sul campo”, cioè sono morti, per fare il loro dovere”. Ma quello dei dispositivi e il ricordo di chi non ce l’ha fatta non sono i soli punti su cui ci si è concentrati, dal momento che si è affrontata anche la questione di un’adeguata remunerazione del rischio. “Chiediamo – conclude Lacasella- un riconoscimento economico che premi il lavoro dei professionisti della sanità”.

 

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