Morte Alessia, l’avvocato Baldassarre: “Lo studio del medico poteva restare aperto”

518
adv

La Procura ha delegato i Carabinieri a segnalare l’accaduto al Consiglio dell’Ordine dei Medici e al sindaco Annese, chiedendo di adottare eventualmente provvedimenti consequenziali. 

Proseguono le indagini condotte dal pm Gaetano De Bari sulla morte di Alessia Ferrante, l’influencer 37enne di Bisceglie colta da un arresto cardiaco venerdì scorso, in uno studio medico privato di Monopoli, dove la giovane donna si era recata per sottoporsi a un intervento di liposuzione ai glutei. La tragedia si era consumata subito dopo l’iniezione di un farmaco anestetico, dunque prima della fase chirurgica dell’operazione.
Adesso, per il medico che avrebbe dovuto operarla pende l’iscrizione nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo. Un atto dovuto, ma al momento non ancora notificato, come riferito a Link24 dall’avvocato Gregorio Baldassarre, difensore dello specialista.

La Procura della Repubblica di Bari, intanto, ha delegato i Carabinieri della locale stazione a segnalare l’accaduto sia al Consiglio dell’Ordine dei Medici di Bari che al Sindaco Annese. La comunicazione è pervenuta ai destinatari nel primo pomeriggio di ieri e, all’interno della stessa, si chiede di valutare la possibilità di adottare provvedimenti consequenziali, in quanto la tipologia di intervento non avrebbe ricoperto carattere d’urgenza, in base alle misure di contenimento disposte per fronteggiare la diffusione del nuovo coronavirus. Dal canto suo, il primo cittadino Annese ha confermato la disponibilità, per quanto di sua competenza, ad avviare nei prossimi giorni le verifiche richieste.

adv
baldassarre e1586618836521
L’avvocato Baldassarre

Ma lo studio medico “ha un codice ATECO che consentiva alla struttura, ora sotto sequestro, di rimanere aperta – ribatte l’avvocato Baldassarre, che aggiunge -. Il carattere delle prestazioni d’urgenza, così come da decreto, si riferisce alle strutture pubbliche o private convenzionate. In questo caso, parliamo di uno studio esclusivamente di carattere privato”.
Nel frattempo gli inquirenti stanno cercando di ricostruire la dinamica dei fatti di quel venerdì pomeriggio, in cui Alessia Ferrante ha perso la vita, e lo faranno anche attraverso l’analisi dei dati contenuti nel cellulare del medico, che lo stesso ha consegnato ai Carabinieri e con cui erano stati chiamati i soccorsi.

Si lavora anche per comprendere le cause del decesso della giovane influencer. Nello specifico, bisognerà capire se la donna, quel giorno, avesse assunto altri farmaci che avrebbero potuto interagire con l’anestetico somministrato, causandone l’arresto cardiaco che le ha stroncato la vita. Aspetti su cui a far luce dovranno essere gli esiti (anche tossicologici) dell’autopsia, disposta per domani pomeriggio al cimitero di Monopoli. Ad eseguirla sarà il medico legale nominato dalla Procura, la Dott.ssa Liliana Innamorato, assieme a un chirurgo plastico. La difesa del medico monopolitano ha invece nominato il Prof. Francesco Introna come consulente di parte.