Allarme usura, anche a Monopoli. Cittadini strozzati dalla crisi Covid: 100 denunce nel barese

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banconote, ph. di archivio
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L’operazione della Guardia di Finanza di Bari. Il “volume di affari” stimato in circa 1milione di euro. Applicati tassi di interesse mai inferiori al 50%.

Uno scenario allarmante quello emerso dalle recenti indagini della Guardia di Finanza di Bari. Uno scenario ancora più preoccupante se si pensa al periodo di emergenza sanitaria che si sta vivendo. Il riferimento è nello specifico al comuni definiti più forti dal punto di vista economico. Tra queste realtà, oltre ad essere citate Conversano, Triggiano, Rutigliano e Corato c’è anche Monopoli.

Nelle ultime settimane infatti oltre 100 persone sono state denunciate per usura ed estorsione, ai danni di piccoli imprenditori e famiglie in stato di bisogno. Si tratta di un fenomeno a cui il Corpo da sempre rivolge particolare attenzione e che negli ultimi tempi sta rivelando la forte pericolosità sociale acuita dalle conseguenze del “lockdown” appena superato.

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finanzaTra gli usurai si annoverano figure che sono riconducibili ai sodalizi mafiosi “storici” della città e dell’area metropolitana, “schierate” accanto ad esponenti della “usura di prossimità”, nuovo fenomeno criminale, sovente non collegato alle dinamiche di arricchimento proprie dei clan malavitosi, che fornisce “porta a porta” soldi sporchi, sicuro provento di reati di varia natura o dell’evasione fiscale, a persone in difficoltà economiche, impossibilitate, per i vari motivi, ad usufruire di un fisiologico accesso al credito.

 

Le attività investigative sono partite da sofferte e coraggiose denunce ai reparti territoriali della Guarda di Finanza e dallo sviluppo di specifiche investigazioni economico-finanziarie attraverso l’analisi delle segnalazioni di operazioni sospette effettuate da intermediari finanziari e da professionisti nell’ambito dei presidi antiriciclaggio, in tale ultimo contesto l’esecuzione di mirati approfondimenti (accertamenti bancari) sulle vittime, sui loro familiari e sui soggetti denunciati si è rivelata strategica ed efficace.

Lo schema del rapporto usurario, di massima, è sempre il medesimo: contanti contro contanti, con assegni, cambiali o preziosi dati in garanzia, ovvero cambi di assegni; l’usurato riceve un assegno in bianco emesso da altro soggetto usurato e consegna, a sua volta, all’usuraio un suo assegno sempre in bianco maggiorato nell’importo dell’interesse; quest’ultimo assegno verrà poi incassato dall’usuraio ovvero consegnato ad altra vittima di usura e così via. Il “volume di affari” stimato è di circa un milione di euro, con l’applicazione di tassi di interesse mai inferiori al 50%, con punte di oltre il 4000% annuo.