FOTO | Torna a splendere l’arco del porto antico, piccolo tesoro artistico

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Tutti gli attori coinvolti nel progetto di recupero
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Ieri la presentazione dell’esito del recupero. Il progetto del FAI giunge in “porto” grazie all’amministrazione e al lavoro della restauratrice Nori Meo Evoli.

È stata riportata al suo antico splendore la Porta del Caricaturo. Da ieri, l’antico archetto di Porta Marina, che si affaccia sul porto antico, dove nel 1117 approdò la zattera con l’icona bizantina di Maria SS. della Madia, è tornata così a salutare l’ingresso dei monopolitani e dei turisti nel centro storico cittadino dal varco più immortalato e più caratteristico di sempre.
I lavori di restauro erano stati promossi dal gruppo cittadino del Fondo Ambiente Italiano nel 2017, in occasione del nono centenario del miracoloso approdo, e avevano ottenuto il parere favorevole della Soprintendenza Archeologica della Città Metropolitana di Bari. L’intervento di recupero, dal costo di 9.800euro, è stato finanziato con i proventi della tassa di soggiorno. Affidate alla Ditta Nori Meo Evoli, le operazioni erano iniziate lo scorso dicembre e si sarebbero dovute ultimare entro le festività pasquali, ma, a seguito dell’emergenza pandemica e del conseguente lockdown, il tutto è slittato a qualche giorno fa. Ieri, poi, la presentazione alla cittadinanza del risultato ottenuto.

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La lunetta e la volta dell’arco. Al centro, la raffigurazione della Trinità.

Il restyling ha interessato la volta dell’arco costituita da tavole lignee, dalle quali è stato rimosso lo strato di pittura celeste che copriva la riproduzione di un cielo, al centro del quale è raffigurata la Trinità. Sui lati, invece, sono riaffiorate le rappresentazioni di una chiesa romanica, del sogno di Mercurio e di alcuni campanili che costituiscono lo skyline di una Monopoli antica, il cui stile suggerisce una datazione da collocare attorno ai primi anni del Settecento. “La tecnica si presenta molto rude – ha spiegato la restauratrice Nori Meo Evoli, descrivendo i soggetti raffigurati -; infatti, l’esecuzione direttamente sulle tavole suggerisce una mancanza di preparazione da parte dell’autore”. Inoltre, si è poi deciso di non ridipingere i “vuoti” per non appesantire l’opera riemersa, lasciando tutto come una sorta di “frammento” storico, inevitabilmente sbiadito dal tempo. Contestualmente alle operazioni di restauro, si è inoltre provveduto a ripulire le pareti laterali in tufo, sulle quali erano state apposte altre tavole in legno, poi rimosse e mai più recuperate, su cui proseguiva la rappresentazione dell’antico panorama cittadino.
Per rimettere a nuovo il cancello in legno, installare un nuovo impianto di illuminazione e una telecamera di sorveglianza è stato invece predisposto un altro intervento ad hoc da parte dell’Assessorato ai Lavori Pubblici.

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Il sindaco Angelo Annese e il capogruppo FAI di Monopoli Giuseppe Galanto. Presente anche il consigliere comunale Stefano Lacatena

Nel corso della conferenza stampa, indetta in loco dall’amministrazione comunale, il primo cittadino Angelo Annese, ha salutato con piacere “la nuova visione di questo arco dal grande valore”, mentre l’assessore ai Lavori Pubblici, Gianni Palmisano, non ha celato il suo scetticismo iniziale legato all’esito del restauro, poiché “non avrei immaginato che si potesse raggiungere un simile risultato”, come lo stesso ha asserito.
Soddisfatto per aver riportato al suo antico splendore uno dei luoghi-simbolo situati nel “cuore di Monopoli” anche il Dott. Gigi Leonetti, capo delegazione del FAI di Bari, il quale ha poi ribadito che “non esiste futuro senza memoria”. “I risultati parlano da sé” è stato il commento del capogruppo FAi di Monopoli, Giuseppe Galanto, grato all’amministrazione comunale e fiducioso nel senso civico dei monopolitani, affinché si possa preservare questo piccolo tesoro artistico e culturale della città. “Il turismo – ha concluso Galanto – consiste anche nella capacità di far ammirare queste bellezze”.
Ad intervenire alla conferenza stampa di presentazione è stata anche la Dott.ssa Maria Piccaretta della Soprintendenza Archeologica della Città Metropolitana di Bari, a testimonianza della vicinanza all’iniziativa e al relativo traguardo raggiunto. La stessa ha ribadito l’importanza del recupero effettuato, in quanto simili operazioni “aiutano a soffermarci anche sulle piccole cose”.