S. Giacomo, blackout alle celle frigorifere: perse 500 sacche tra sangue e plasma

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Non è la prima volta che si verificano questi cali di tensione. Due anni fa un serio problema alla Risonanza Magnetica, che all’epoca non era ancora entrata in funzione. 

Sono oltre 550 le sacche di emoderivati andate perse al San Giacomo, tra quelle di sangue (130) e quelle di plasma (430).

fortunato
Vincenzo Fortunato

Emocomponenti che hanno fatto questa fine a causa di un guasto al gruppo di continuità presente in ospedale, che ha portato allo spegnimento delle celle frigorifere. Un blackout, avvenuto nella notte tra domenica e lunedì, che ha reso inutilizzabili queste preziose sacche. In seguito a quanto accaduto, l’attività operatoria per i ricoverati è stata garantita con sacche provenienti da altri centri immunotrasfusionali, mentre altri interventi urgenti, ma differibili, sono stati rinviati. E nella giornata di ieri sono stati deviati anche eventuali accessi di 118 di Bari e Brindisi presso altri ospedali.

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Non è la prima volta che accadono episodi del genere, ai quali si sta cercando di trovare una soluzione, ha detto ai microfoni del Tg3 il direttore sanitario Vincenzo Fortunato, che pure invita i cittadini a donare il sangue.

I problemi che questa volta hanno compromesso il funzionamento del servizio immunotrasfusionale, in un’altra occasione, un paio di anni fa, hanno interessato la Radiologia. Allora, uno sbalzo di tensione in Risonanza Magnetica determinò la dispersione di elio e la conseguente riduzione di potenza del magnete. All’epoca fu necessario rabboccare il gas con un’ingente spesa di circa 60mila euro, cosa questa che portò ad allungare i tempi di partenza del macchinario.