Monopoli: spinse dagli scogli anziano causandone la morte, assolto ragazzo dopo 3 anni

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Foto di archivio
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Il ragazzo, difeso dall’avvocato Giuseppe Sardano, è stato assolto dopo la messa alla prova in una comunità di Napoli prima e di Cisternino poi. 

Era maggio del 2017 quando due minorenni, all’epoca dei fatti di 15 e 17 anni, furono fermati per la morte del 77enne Giuseppe Dibello. A confessare subito le sue responsabilità fu il ragazzo più grande che spiegò di aver spinto l’anziano dagli scogli di Cala Verdegiglio a Monopoli, “per uno stupido scherzo”, causandone la morte. Oltre all’accusa di omicidio, il ragazzo fu accusato di tentato omicidio per aver spinto contestualmente anche un amico di Dibello, che fortunatamente riuscì a salvarsi.

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Un fotogramma dei ragazzi prima dell’omicidio

Il quindicenne che era con lui aveva confermato di essere stato presente all’accedimento dei fatti, ma di non aver spinto gli anziani. Questo è quanto emerse dagli interrogatori resi allora nell’istituto minorile Fornelli di Bari dinanzi al gip del Tribunale per i Minorenni chiamato a convalidare i fermi.

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L’avvocato Giuseppe Sardano

Il 17enne, difeso dall’avvocato Giuseppe Sardano, dopo tre anni di messa alla prova è stato assolto, così come riferisce il difensore. E si tratta, quasi sicuramente, del primo e unico caso di assoluzione da un’accusa di omicidio a seguito della scelta di ricorrere all’istituto della messa alla prova.
Il ragazzo, spiega il legale, ha trascorso questi anni prima in una comunità di Napoli, poi l’ultimo periodo a Cisternino, dove si è sottoposto ad un articolato percorso psicologico e di riabilitazione mirato al suo reinserimento nella società come una persona cambiata. In questi il giovane anni ha studiato, ha fatto volontariato, ha lavorato su se stesso arrivando a comprendere la gravità dell’azione commessa.

L’avvocato Sardano spiega come si è giunti a questo risultato. Al momento del rinvio a giudizio del processo penale si è partiti con il rito abbreviato, poi però sospeso per la scelta del difensore di procedere con la messa alla prova. Puntualmente, ogni 3-4 mesi, venivano fornite valutazioni sull’andamento del percorso di riabilitazione  sociale del giovane con delle udienze di verifica presso il tribunale dei minorenni di Bari. “Il mio assistito  – dice il legale – si è comportato con responsabilità durante questo percorso, dimostrando molta dedizione anche se non sono mancati in alcuni momenti le difficoltà, poi superate”. Al termine delle udienze il ragazzo che, per il reato di omicidio commesso rischiava fino a 10 anni, ieri è stato assolto per esito favorevole della messa alla prova. Tra 60 giorni il deposito delle motivazioni della sentenza.