FI: “Se Emiliano ritiene la scuola fonte di contagio la chiuda senza scaricare la scelta sulle famiglie”

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Il gruppo regionale del partito ha commentato: “Emiliano o è sordo oppure non vuol sentire: emanare l’ennesima ordinanza vuol dire continuare a “decidere di non decidere”.

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, con la ultima ordinanza sul mondo della scuola decide di lasciare le cose come stanno fino al 20 febbraio. Altre due settimane dunque con la scelta demandata ai genitori se far frequentare o meno i propri figli in presenza o se far loro seguire le lezioni da casa attivando la Did.

lacatena1 e1595931309437Una scelta non scelta secondo gli oppositori di Forza Italia che in una nota a firma dei consiglieri regionali Stefano Lacatena, Giandiego Gatta e Paride Mazzotta hanno specificato:”Emiliano o è sordo oppure non vuol sentire: emanare l’ennesima ordinanza, andare nella direzione opposta a quella auspicata dal mondo scolastico e continuare a “decidere di non decidere”. È questo che sta facendo il presidente della Giunta regionale. La scorsa settimana, su nostra richiesta, si è tenuta una folta audizione in Commissione con gli interlocutori coinvolti: tutti -nessuno escluso- hanno affermato con chiarezza la difficoltà di andare avanti in un clima di confusione generato specialmente da Emiliano.
Un presidente che, impossibile sottacerlo, continua a non esercitare la sua funzione di guida anche in questo settore: se per lui e Lopalco la frequenza in presenza è fonte di contagio, allora deve chiudere le scuole senza se e senza ma, ascrivendosi la responsabilità di governare, che gli compete, e quella di assumere una posizione in contrasto con la normativa nazionale. Altrimenti, non può proseguire a colpi di ordinanze, scaricando la scelta sulle famiglie e sugli alunni e provocando, soprattutto, gravissimi disagi ai dirigenti scolastici che non sono messi nelle condizioni di programmare la didattica come si deve. Anche stavolta, infatti, l’inutile ordinanza di Emiliano interviene fino al 20 febbraio, facendo “orecchie da mercante” su una delle principali richieste dei docenti: se proprio gli piace intervenire con tali provvedimenti, che almeno consideri un lasso temporale di ampio respiro, perché altrimenti danneggia pesantemente la qualità della didattica offerta agli studenti, senza possibilità di programmarla con serietà.
È per questo, per rientrare nei binari della certezza, che gradiremmo che il presidente dia ascolto, se non a noi, almeno ai dirigenti della scuola, alle famiglie e agli studenti.
Purtroppo dobbiamo registrare che la scelta compiuta sia quella di abdicare alla sua funzione decisionale per procedere a tentoni senza una linea precisa”.

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