Morì per salvare la vita in mare ad altre persone, l’omaggio di Monopoli al militare Antonio Muolo

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A cinquant’anni da quel 29 giugno del 1971 in cui Muolo perse la vita, questa mattina una cerimonia per ricordare il 21enne eroe monopolitano, Medaglia d’Oro al Valor Civile. 

Sono passati esattamente cinquant’anni da quel 29 giugno del 1971. Mezzo secolo che il monopolitano Antonio Muolo, allora 21enne allievo sottoufficiale dell’Arma dei Carabinieri, non c’è più.
Il giovane militare ha sacrificato la sua vita per salvare quella di altre persone.

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Antonio Muolo

Si trovava a Fiumicino ed una coppia di turisti era in balia delle onde di un mare in burrasca. Lui, insieme a due commilitoni, si è tuffato portando i due bagnanti sulla battigia. Ma poi si è accorto che uno dei suoi colleghi era ormai sfinito. Non ha esitato e ancora una volta si è rituffato, riuscendo a salvare anche lui. Ormai allo stremo delle forze, è stato però sopraffatto da un’onda ed è scomparso in acqua. Solo diverse ore dopo si è riusciti a trovare il suo corpo, privo di vita.

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Un gesto eroico che ha portato poi, il 22 maggio del 1972, a concedere alla memoria del carabiniere la Medaglia d’oro al Valor Civile. Questa la motivazione indicata nel Decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministero dell’Interno: “Con eccezionale spirito di abnegazione e sereno sprezzo del pericolo, affrontava più volte le tempestose acque del mare, riuscendo a trarre in salvo, con successivi, difficili interventi, due bagnanti in procinto di annegare. Accortosi, quindi, che altro soccorritore era venuto, a sua volta, a trovarsi in gravi difficoltà, non aveva alcuna esitazione, malgrado fosse allo stremo delle forze per le fatiche sopportate, a tuffarsi ancora nelle acque sconvolte; ma scompariva fra i flutti, sacrificando, nell’eroico intento, la giovane vita ai più alti ideali di umana solidarietà. Fiumicino – Roma, 29 giugno 1971.”

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Antonio Muolo con i canottieri della Pro Monopoli Vitantonio Saponara, Franco Maizza e Mino Rossetti a Castel Gandolfo nel maggio del 1971

Oggi la famiglia, gli amici di allora, l’Arma dei Carabinieri hanno voluto ricordare Antonio con una cerimonia presso la chiesa di S.Anna e con la deposizione di una corona di fiori sulla sua lapide al cimitero di Monopoli, città fiera di avergli dato i natali. Lo hanno ricordato in una nota il Maggiore Emanuele D’Onofri, comandante della Compagnia dei Carabinieri di Monopoli e il sindaco Angelo Annese. “Antonio era figlio di questa città- ha spiegato il primo cittadino- Monopoli, dopo avergli dedicato una strada diversi anni fa, partecipa a questa ricorrenza nel ricordo di un ragazzo semplice  con una grande bontà d’animo”. A Muolo è stato dedicato un opuscolo, con i ricordi di coloro che lo hanno conosciuto e lo hanno avuto come amico, canottieri della Pro Monopoli compresi. Tutti hanno tolto il freno alla memoria, planando nell’aria del passato “con quel bel nome greco Anthos che significa fiore, ma anche sinonimo di uomo coraggioso, bello, combattente e determinato”, scrivono gli amici dello storico sodalizio remiero. Un nome che è ancora lì, sul tagliamare, su quello spigolo esterno di una delle barche del Circolo che fende l’acqua, “a ricordarci – si legge- che un fiore si regala, si dona proprio come hai fatto tu con la tua vita”.