Tre fiction di malavita, i cittadini di Monopoli: “Basta con questi stereotipi”

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“Solo fiction con malavitosi”, commenta un monopolitano. “Sono indignata”, scrive una spettatrice. “Ci mancava il boss con l’Alzheimer, ma sempre di malavita si tratterà”,posta un altro ancora. 

Tre storie, tre storie di mafia o di malaffare. Storie di cattivi, di famiglie perbene, di chi si perde, di chi alla fine si ritrova. Storie che narrano il male dai posti più belli della terra di Puglia, Monopoli compresa.

E’ successo di recente con Fino all’ultimo Battito, dove Marco Bocci diventava il medico personale di un boss evaso dal regime del 41bis. Anche lui, con la sua vita perfetta, finisce nel tritacarne di quell’ambiente, anche se i sensi di colpa li ha e alla fine cerca di uscirne, lasciando aperte le porte al prosieguo della serie.

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Lo abbiamo appena visto con “Storia di una famiglia perbene”, ambientato tra gli anni ’80 e ’90 quando il contrabbando di sigarette era una grossa piaga. Anche lì, divisione tra buoni e cattivi, ma con i buoni sempre troppo vicini ai cattivi, tanto che le loro storie si intrecciano di continuo, anche quando, magari, potrebbero restare distanti. L’ultima puntata delle 4  con Giuseppe Zeno e Simona Cavallari è stata mandata in onda mercoledì. Chiusura sospesa, con quasi 3milioni e mezzo di spettatori, che lascia le porte aperte alla seconda serie. (Ultima puntata visibile qui)

Succederà con “Il patriarca” con Claudio Amendola nella doppia veste di regista e attore. Sarà una serie tv in 6 puntate nelle quali l’attore romano vestirà i panni di un boss mafioso che, a causa dell’Alzheimer avrà notevoli difficoltà a ricordare i crimini commessi nella sua vita da malavitoso.

messaggiI cittadini, per quanto abbiano seguito le fiction e abbiano apprezzato la bellezza di Monopoli finita in prima serata sulle principali reti Rai e Mediaset, hanno comunque sottolineano con disappunto che ultimamente sono rappresentate solo storie di mafia e malavita che hanno come scenario Monopoli e dintorni. E così le loro riflessioni le mettono nero su bianco sulla bacheca di Facebook. “Solo fiction con malavitosi”, commenta un monopolitano. “Sono indignata”, scrive una spettatrice. “Ci mancava il boss con l’Alzheimer, ma sempre di malavita si tratterà. Mi sa tanto che non guarderò neanche questo. Mi rifiuto”, posta un altro ancora, mentre qualcuno rimpiange “Innamorarsi a Monopoli”, uscito ormai 20 anni fa.