Ospedale, le reazioni. Dal governatore Emiliano alle realtà cittadine

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Il Presidente su Facebook: “Denunciate per reprimere il fenomeno”. Il comitato del Prof. Giangrande preoccupato per la carenza di personale. Il PdF chiede la Consulta della Salute.

“Come Regione Puglia abbiamo dato vita a un nucleo ispettivo che segnala automaticamente alla Procura e alla Corte dei conti tutti i casi denunciati alle strutture o anche a me personalmente”. A scriverlo sulla sua pagina Facebook è il governatore regionale Michele Emiliano, a seguito della vicenda sui casi di assenteismo abbattutasi sull’ospedale di Monopoli. Come già annunciato ieri dal Direttore Generale della Asl di Bari, Antonio Sanguedolce, Emiliano ribadisce che si è pronti ad adottare i dovuti procedimenti disciplinari e, ove accertate le accuse, i relativi licenziamenti nel rispetto dalla legge. Ma il presidente della Giunta pugliese resta garantista e, al tempo stesso, auspica che “se ci sono persone estranee ai fatti contestati, possano rapidamente chiarire la loro posizione”. Da qui, l’appello contro l’omertà rivolto a tutti i dipendenti pubblici, affinché si denuncino ai superiori i casi di assenteismo. “Chi si comporta male danneggia anche i tantissimi lavoratori diligenti e onesti, che sono la stragrande maggioranza, che ogni giorno sono al servizio della comunità – si legge poi nel post -. Questi ultimi devono denunciare ai loro superiori ogni episodio di assenteismo in modo da rendere più facile la repressione del fenomeno. Denunciare chi non si presenta al lavoro o lo abbandona prima del dovuto non è un gesto di slealtà verso i colleghi, ma è l’unico sistema possibile per evitare che pochi dipendenti infedeli macchino l’immagine di decine di migliaia di lavoratori, che stanno migliorando giorno per giorno la qualità della sanità pugliese al prezzo di grandissimi sacrifici, nonostante la mancanza di personale”. E, infine, Emiliano ricorda l’esistenza della “denuncia anonima, che non comporta alcuna conseguenza per il denunciante”.

Ma la notizia dei 13 arresti e dei 46 indagati al San Giacomo ha destato parecchio sconcerto soprattutto in città, specie dopo la pubblicazione dei nomi del personale medico ed infermieristico raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari o da provvedimenti di obbligo di dimora. Ad esprimersi sulla vicenda è stata infatti anche la Conferenza delle associazioni a difesa delle strutture sanitarie cittadine, già preoccupata dalla carenza di medici ed infermieri al San Giacomo, per la quale chiedeva un potenziamento. “Siamo seriamente preoccupati, perchè questa situazione andrà certamente a discapito dei pazienti che afferiscono al nostro ospedale – si legge nella nota del coordinatore, il Prof. Angelo Giangrande -. Questo Comitato è ulteriormente dispiaciuto perchè nel mentre è impegnato a chiedere il potenziamento dell’assistenza sanitaria nella nostra città, al fine di rendere il “S. Giacomo” sempre più all’altezza del compito che è chiamato a svolgere  in un vasto territorio, questa vicenda getta discredito sul nostro ospedale, dove ci sono anche operatori sanitari che adempiono con abnegazione ai loro doveri”. Dal comitato giunge poi l’invito al controllo sulla presenza del personale ospedaliero da parte degli organi preposti, oltre al sollecito, rivolto alla Direzione Generale della Asl, a provvedere in tempi brevi alla sostituzione del personale eventualmente sospeso.

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Sull’accaduto si esprime anche il referente cittadino del Popolo della Famiglia, Mirco Fanizzi, ribadendo la necessità d’istituire in città la Consulta della Salute, della Famiglia e dello Sport, un organo partecipato da rappresentanti di associazioni portatrici di interessi diffusi, di associazioni di volontariato, di tutela dei diritti dei malati nonché da rappresentanti medici dell’Ospedale e da un consigliere con delega alla Sanità. “