Piano Casa, Lacatena: “Procedure più snelle”. Tutte le proposte del consigliere

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Ecco gli input di Lacatena: “Prevedere interventi edilizi diretti, senza necessità di ulteriori varianti, qualora si tratti di zone B e C, ovvero già residenziali. Nelle zone agricole, consentire solo la possibilità di ampliamento per gli immobili fino al 20% e nel limite di 300 metri cubi. Per le aree tutelate dal Pptr, dare spazio alle opere solo compatibilmente, come è ovvio, con le prescrizioni dello stesso”.

“Si sta sviluppando, attorno al Piano Casa, un corposo dibattito di rilievo ed il Consiglio regionale si sta dimostrando all’altezza di dotare la Puglia di uno strumento stabile e di ampio respiro per la rigenerazione urbana. Sulla semplificazione, anche in questo settore, sto chiedendo dall’inizio la massima attenzione: se si sottovalutasse l’importanza di procedure le più snelle possibili, si potrebbe incorrere nel rischio di essere “montagne che partoriscono il topolino”. Lo dichiara in una nota il consigliere del gruppo regionale Con Stefano Lacatena.

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“Accanto ad una visione precisa di città, che va costruita in questo tempo, ed accanto ai principi cardine del “consumo zero del suolo”, della riqualificazione del patrimonio edilizio esistente e dell’efficientamento energetico, va proprio la semplificazione. In questa prospettiva -aggiunge- il legislatore responsabile deve occuparsi adesso (e non dopo) del carico che andrà a gravare sui Comuni affinché non sia tale e tanto da bloccare l’ottimo assetto che si vuol dare. In particolare, per esempio, proporrò al Consiglio di prevedere la possibilità di interventi edilizi diretti, senza necessità di ulteriori varianti, qualora si tratti di zone B e C, ovvero già residenziali”.  

“Al di fuori di queste aree, si potrebbe lasciare ai territori la scelta di dove applicare la legge. E ancora: nelle zone agricole, ritengo che si debba consentire solo la possibilità di ampliamento per gli immobili fino al 20% e nel limite di 300 metri cubi. Così come, per quanto concerne le aree tutelate dal Pptr, bisognerebbe dare spazio alle opere solo compatibilmente, come è ovvio, con le prescrizioni dello stesso. Sono alcuni input che vogliamo condividere ed inserire nel dibattito a seguito dei confronti di questi giorni con i cittadini, gli amministratori e gli operatori economici”, aggiunge Lacatena che conclude: “Stiamo ragionando su binari diversi perché lo strumento legislativo che si può redigere, se sarà effettivamente in grado di contemperare le esigenze in campo, potrà rappresentare un’impresa di grande valore per la nostra Regione: una prospettiva stabile di sviluppo economico e di rigenerazione urbana. Dobbiamo lavorare con rigore oggi per disegnare le nostre città e il nostro territorio del domani”.