Monopoli, investì lo zio con l’auto: non è tentato omicidio, 50enne torna in libertà

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I fatti si riferiscono a dicembre. L’uomo difeso dagli avvocati Giuseppe Sardano e Vittorio Gironda. Capo di imputazione derubricato a lesioni personali.

Non è tentato omicidio. Il reato di cui è stato accusato un 50enne di Monopoli è stato derubricato dal Gip Angelo Salerno in sede di rito abbreviato e trasformato in lesioni personali.
I fatti si riferiscono a dicembre del 2021 quando proprio nei pressi della Caserma dei Carabinieri si è verificato un violento litigio tra parenti, zio e nipote, che sarebbe sfociato in un’aggressione e in un investimento.

Un 55enne si era presentato intorno alle 4,30 del mattino davanti a casa del nipote che a quell’ora usciva per andare a lavoro. Qui sarebbe avvenuta l’aggressione e la minaccia con il coltello. A quel punto, il 50enne, salito in auto avrebbe investito lo zio per poi recarsi dai Carabinieri per raccontare l’accaduto.

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Mentre lo zio è finito in ospedale con una prognosi di 30 giorni per le ferite riportate, il nipote è stato posto ai domiciliari con l’accusa appunto di tentato di omicidio.

sardano giuseppe
L’avvocato Giuseppe Sardano

Oggi, dopo una misura cautelare durata 5 mesi, il 50enne, difeso dagli avvocati Giuseppe Sardano e Vittorio Gironda è tornato in libertà. Sono stati i legali a far notare alcuni aspetti che non quadravano.
“Lo zio – spiega a Link l’avvocato Sardano- non aveva nessun motivo per trovarsi davanti a casa del nipote alle 4.30 del mattino, visto che tra l’altro abita a 5 Km di distanza. Inoltre se il nipote realmente avesse avuto intenzione di ferire mortalmente lo zio avrebbe proseguito nell’azione”, continua il legale monopolitano.

Alla luce di queste considerazioni e di quanto emerso, è stato modificato il capo di imputazione da tentato omicidio a lesioni personali. In sede di rito abbreviato dunque, il giudice ha ritenuto valide le tesi difensive, escludendo il dolo. Dai 5 anni di condanna richiesti dal Pm, in virtù di questa derubricazione, si è scesi a 1 anno e 8 mesi con pena sospesa (perchè trattasi di un incensurato) e non menzione nel casellario giudiziale, conclude Sardano.