Pdf al prof: “Non possiamo accettare la deriva dell’ideologia gender nelle scuole”

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Arriva la replica di Cosimo Leggiero alla lettera inviata a Link da un professore dopo la polemica sulla panchina arcobaleno che oggi sarà inaugurata in piazza S. Anna. Gentilissimo professore,

come Popolo della Famiglia di Monopoli la ringraziamo per il tempo dedicato durante le ore scolastiche alla critica di un partito politico di cui evidentemente non condivide il pensiero. Anch’io credo che l’installazione di una panchina di vari colori possa rientrare nella Street Art e condivido che può essere anche piacevole alla vista, è comunque questione di gusti.

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Cosimo Leggiero

Certo il mio parere non è tecnico in quanto non sono né professore né critico d’arte ma non ho alcun dubbio che l’arcobaleno abbia più di un significato positivo. Ciò che il Popolo della Famiglia non può accettare passivamente invece è la deriva dell’ideologia gender che – attraverso certi simboli come questa panchina – viene instillata nella società ed – aimé – anche nelle scuole da parte di una lobby LGBT sempre più asfissiante.

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Rigettiamo con decisione la sponsorizzazione di una installazione pubblica, come ci vuol insegnare lei, artistica, ma completamente avulsa dalla realtà delle famiglie monopolitane, visto che non ci sono notizie di casi di omofobia qui a Monopoli.

pdfOggi 17 Maggio il Popolo della Famiglia vuole ricordare invece Luigi Calabresi. Rilancio con l’occasione di questa lettera, quanto dichiarato dal presidente del Popolo della Famiglia, Mario Adinolfi: “é vergognoso appaltare la data alla lobby Lgbt e dimenticare il commissario ucciso 50 anni fa esatti”. E protestando contro la circolare del ministro Bianchi: “Ma quale giornata della omotransfobia, il 17 maggio io ricordo i 50 anni dall’omicidio di Luigi Calabresi, colpevolmente dimenticato dalle istituzioni.

Ma al ministero dell’Istruzione ci sono quelli che oggi lisciano il pelo alla lobby Lgbt e ieri stavano con chi firmava gli appelli affinché ‘il macellaio Calabresi’ fosse isolato e poi ucciso. Un commissario di polizia di appena 34 anni, cattolico, padre di tre figli, che fu colpito con una pistolettata alle spalle da un vile di Lotta Continua che campa libero da oltre 15 anni perché graziato da un presidente della Repubblica che decise di farlo uscire di corsa dal carcere come primo atto del suo settennato. Questo è lo Stato italiano che oggi vuole obbligare al gay pride i bambini delle elementari e offende i suoi servitori che hanno dato la vita. […] Da italiano arrossisco di vergogna: a scuola bisogna studiare la nostra storia, compresi i decenni tragici del terrorismo, non spacciare nelle classi l’ideologia gender”. Nasce allora spontanea una domanda, professore: quanto si conosce delle storie di personaggi come Luigi Calabresi, Vittorio Bachelet, Walter Tobagi o Roberto Ruffilli? C’è qualcosa in queste storie che potrebbe valere come insegnamento per il presente? Riflettiamoci.

Cosimo Leggiero
Popolo della Famiglia Monopoli