Strisce blu: “Abbonamenti pagati fino al 30 giugno, ma contratto scaduto il 15 maggio”

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Riceviamo e pubblichiamo la riflessione di un lettore che scrive a proposito della situazione creatasi a Monopoli.
“È corretto tutto ciò?”, si chiede.

Vi scrivo in relazione agli abbonamenti annuali per i “posti blu” per i residenti nelle relative zone.

Al momento del loro rinnovo (dicembre ’21/gennaio ’22), è stato illustrato che essi venivano rilasciati per soli sei mesi, quindi fino al 30 giugno, perché questa data era “il termine contrattuale della gestione in corso”, per cui si doveva attendere il nuovo contratto (del quale non si sapeva ancora niente) per gli abbonamenti per il periodo da luglio a dicembre.

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Inoltre, incomprensibilmente, il rinnovo non veniva fatto pagare in proporzione, cioè per 6 mesi, quindi la metà della tariffa annuale di 40 €, bensì 25 €, perciò un quarto in più rispetto a 20 €, e cioè con una maggiorazione del 25%.

Ma almeno da una settimana è stato reso noto che il contratto di gestione in realtà è già scaduto il 15 maggio. Possibile? Si tratta di una scadenza anticipata (ma per quale motivo?), oppure di una scadenza “normale”, cioè contrattuale, e quindi già nota, o che doveva essere già nota? Di una scadenza, insomma, che non poteva e non doveva essere… “ignorata”, per non dire… “nascosta”?

Perché, in base alla scadenza effettiva del 15 maggio invece che del 30 giugno, risulta che il rinnovo, in realtà, è stato fatto pagare per 4 mesi e mezzo (pur dicendo che era per 6 mesi), quindi con una maggiorazione, rispetto all’importo “dovuto” (15 €) in proporzione a quello annuale, non più del già vessatorio 25%, ma addirittura del 66,67%!

Quindi, da una parte, prima una maggiorazione del 25% per il periodo fino al 30 giugno (comunicato al momento del rinnovo degli abbonamenti, e presumibilmente anche delle eventuali nuove sottoscrizioni!), dall’altra -con la scadenza reale al 15 maggio- una sua… “lievitazione” del 166,68% (a tanto corrisponde il 41,67%, cioè la “crescita” dal 25% al 66,67%, rispetto al 25%!). Un’operazione davvero sorprendente, dal momento che doveva essere ben nota -come già sottolineato- la scadenza del 15 maggio.

Un’operazione che sembra avere anche, per chi vuole vedercelo, qualcosa di stupefacente se non addirittura di… “magico”: con un mese e mezzo in meno, un “guadagno” della maggiorazione del 25% che corrisponde, su base annuale (quindi calcolando per 8 periodi di un mese e mezzo ciascuno) a quello complessivo semplice del 1.333,44%, e a quello complessivo composto del 2.558,14%. E il tutto sapientemente senza alcun consenso degli abbonati, cioè a loro completa insaputa!

Ora, indipendentemente dal “rimedio” annunciato di far poi “recuperare”  agli abbonati il periodo pagato in più (e più del dovuto!) e non fruito, è… “pacifico”, è normale, è corretto, da un lato riscuotere quanto non spettante, e dall’altro che qualcuno si ritrovi a “pagare” senza alcuna informazione e consenso, insomma “a sua insaputa”, ciò che non è tenuto a pagare, si trattasse perfino di mezzo milionesimo circa di euro (equivalente al “millesimo di lira” in uso ai tempi, appunto, della lira)?

Buon lavoro e distinti saluti.

Giuseppe Ciampi