Monopoli, case introvabili. “Fino a 4mila euro al m², i cittadini si spostano in altri Comuni”

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“Se si continua ad accettare passivamente che ogni locale diventi dormitorio o refettorio con la conseguente espulsione dei residenti, significa rendere Monopoli una location in balìa di chi paga”, scrive in una nota Manisporche che aggiunge: “Il problema non è turismo sì, o turismo no: ma quale turismo e ‘chi prende i soldi’ “. 

L’INTERVISTA – È solo di qualche giorno fa l’intervista televisiva al sindaco Annese sull’impossibilità per i monopolitani di trovare in locazione o in vendita un appartamento. La contraddizione più evidente è data dallo skyline della città, che mostra un cielo interrotto da numerose gru di cantiere e dalla quantità esorbitante di appartamenti liberi, trasformati in case vacanza.

angelo anneseIn modo candido e intriso di sorpresa, Annese, in amministrazione da 15 anni, dice di sapere della difficoltà che i cittadini hanno nel trovare casa, attribuisce la responsabilità al turismo e alle case vacanza e vagheggia di possibili futuri progetti di edilizia residenziale pubblica. Chiarisce, inoltre, che i prezzi alti sono dettati dal mercato e bisogna solo prenderne atto. Non fa alcun cenno alla cementificazione e al consumo di suolo.

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QUALCHE NUMERO – Secondo l’Osservatorio del Mercato Immobiliare, il prezzo medio di vendita per Monopoli va dai 1050 euro al metro quadrato, per abitazioni in pessime condizioni, ai 2500 euro. Nel centro storico che, insieme alla Contrada Cozzana, risulta la zona più interessante dal punto di vista immobiliare, si arriva a punte di 2900 euro.

La realtà, tuttavia, parla di cifre ben più alte di quelle registrate dall’Osservatorio e sembra che il costo al metro quadrato oscilli tra 3 e i 4mila euro al metro quadrato.

L’affitto per un appartamento in città è di 9 euro al metro quadrato, nel centro storico di 8 euro. Significa che un appartamento di 100 metri quadrati ha un costo tra gli 8 e i 900 euro. Una famiglia su 4 non riesce a sostenere i costi della locazione.

Nel 2020 il comune di Monopoli ha concesso i contributi regionali per morosità incolpevole a 276 nuclei familiari su 465 richiedenti. Mentre nella provincia di Bari, il Ministero degli Interni certifica che sono in atto 2627 sfratti, di cui 560 eseguiti.

Gru di cantiereIL MERCATO EDILIZIO – Nel mercato edilizio cittadino la concorrenza tra imprese è molto limitata: a costruire sono in pochi e quei pochi hanno opzionato gran parte delle aree edificabili. I residenti finiscono per cercare casa in altri Comuni limitrofi, allontanandosi dal luogo di lavoro e dagli affetti. Ma allora, chi compra?

Sono persone di fuori città, che acquistano immobili a prezzi molto elevati non per usarli, ma come investimento. Di conseguenza, tutto il mercato ne risente e i prezzi salgono, innescando un circolo vizioso che penalizza i monopolitani con mezzi limitati.

L’AMMINISTRAZIONE COSA FA? – Poco o niente, per venire incontro alle esigenze dei cittadini. Più spesso elargisce premialità edificatorie alle imprese. Inoltre, vi è un uso spregiudicato di alcune norme urbanistiche, applicate senza adeguati contrappesi, che generano sproporzionate volumetrie residenziali in aree appetibili e nessuna attenzione alle esigenze reali dei monopolitani.

Eppure, ci sarebbero delle soluzioni come sviluppare l’edilizia popolare, facendo fruttare gli oneri versati dalle imprese o usando le aree di cessione delle lottizzazioni; incentivare progetti abitativi gestiti da cooperative; promuovere il cohousing sociale, in strutture pubbliche o requisite alla mafia, con affitti calmierati e bandi gestiti dal Comune.

manisporcheUNA NOTA A MARGINE SUL TURISMO – Lo diciamo da anni, sin dall’inizio dello sviluppo del settore. Il turismo, come tutti i fenomeni in evoluzione, ha bisogno di essere governato e non solo subito e fatto subire ai cittadini e agli imprenditori del settore. Il problema non è turismo sì, o turismo no: ma quale turismo e “chi prende i soldi”. Provare a governare il turismo significa differenziare qualificare e ampliare ciò che oggi viene venduto ai turisti. Se si continua ad accettare passivamente che ogni locale diventi dormitorio o refettorio con la conseguente espulsione dei residenti, significa rendere Monopoli una location in balìa di chi paga. Mentre sarebbe necessario ricordarsi la cosa più ovvia e cioè che una città è innanzitutto una città e non un set cinematografico.

Movimento Manisporche