Brescia: “Ci riprenderemo Monopoli con dignità, cuore e con una politica a favore dei più deboli”

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Il primo comizio del candidato sindaco della civica “Riprendiamoci Monopoli”. Ecco tutti i temi toccati. 

Il comizio di Pietro Brescia è a braccio. Non ha un copione da seguire, interagisce con i cittadini, racconta ciò che ha vissuto, ciò che conosce perchè tastato in prima persona, con il suo attivismo.

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Lui è “quello con il cane”, come lo hanno definito e come si è definito lui stesso dal palco in piazza Vittorio Emanuele ieri sera. A sostenerlo i suoi candidati e tanti cittadini accorsi per ascoltarlo in diretta. Si è presentato, ha detto chi è, ha parlato del suo lavoro da fisioterapista, cosa ha lasciato dopo 12 anni di lavoro al nord: un posto sicuro e uno stipendio fisso e alto. Ha lasciato questo per tornare a Monopoli. “Mi è mancata la mia città – ha spiegato – è stata una scelta difficilissima lasciare un lavoro sicuro, qualcosa di potente mi ha spinto a tornare sapevo sarebbe stato difficile, dovevo ricominciare da zero, ma mi mancava il mare, mi mancava la mia gente. Non mi sono mai pentito di essere tornato”.

“Riprendiamoci Monopoli” il nome della lista che lo vede candidato sindaco. Dentro non c’è nessun politico, ma “cittadini straordinari che hanno deciso di fare un viaggio con me che servirà a riprenderci la nostra città”, ha detto.

brescia1 1Una Monopoli, secondo il candidato, dove cerchi casa, ma non la trovi, dove cerchi un parcheggio e non lo trovi, dove cerchi servizi e non li trovi. “Se mancano le case per i residenti, se mancano i parcheggi, i servizi allora vuol dire che qualcosa non va. Perchè nonostante l’esplosione del turismo non si è riusciti a riorganizzare la città in 15 anni? Riorganizzare non vuol dire solo essere a favore dei ricchi, ma abbracciare i cittadini, ascoltarli, non solo durante le votazioni. Deve cambiare questa mentalità che considero anche malcostume. Ce l’ho con una politica che non ha saputo affrontare un’esplosione di turismo, che non si è fatta trovare pronta, eppure le premesse c’erano”, ha detto Brescia, aggiungendo “si è costruito tanto, ma non ci sono alloggi per l’edilizia sociale. Chi può permettersi un appartamento a Monopoli se il lavoro è precario?”.

Monopoli va amata. “E’ bella di suo, ce la riprenderemo con dignità, cuore, grazie a persone che vogliono fare una polititica trasparente a favore dei più fragili e dei più deboli”. E poi l’argomento rifiuti, suo cavallo di battaglia, ricordando tutte quelle volte che ha raccolto immondizia o fatto segnalazioni e  quello del verde pubblico che “non è mettere due alberelli dopo tanti palazzi”.

Brescia ha focalizzato l’attenzione sui disagi che vive il centro storico, sui problemi delle contrade in tema di mobilità, viabilità e sicurezza e servizi. “Le contrade – ha aggiunto – sono una vera città, non vanno considerate come un’appendice di Monopoli. Le contrade sono Monopoli e sono bellissime così come il centro storico”.

Non è mancato il riferimento alle politiche sociali, con passaggi sulla solidarietà e sul sentimento nobile dell’ empatia. “Cosa è stato fatto per le persone che hanno disagi? C’è sempre qualcosina, come un elemosina, un contentino per farci stare zitti. Ma ci spetta qualcosa di più di un contentino. Quando c’è stata la pandemia, ho messo in atto una catena solidale: casa mia era diventata un supermercato ed era una gioia aiutare famiglie di Monopoli. Anche io sono stato in difficoltà e so cosa vuol dire la sofferenza”, ha aggiunto.

Altra questione quella della necessità di un’amministrazione trasparente, che non distragga i cittadini, che si tenga lontana dai tecnicismi, che sia chiara, semplice, precisa, che sappia valorizzare il patrimonio e gli artisti che ha, senza dimenticarli. “Modugno a Polignano è diventato il traino dell’economia. Monopoli – ha detto – è come una bellissima donna che non si cura da mesi, da anni. La ricchezza di Monopoli è la sua bellezza, che si sta sciupando piano piano, ma non possiamo permettercelo. Se viene meno il turismo, non avremo più produttività di nulla”.

fumogeni 2Il tempo a disposizione termina, Brescia scende dal palco. In piazza risuona l’inno che ha composto dedicato a Monopoli, poi “Aprite le finestre” di Franca Raimondi mentre il cielo, quando è ormai sera, si colora di fumo bianco e verde.