“La debacle del PD monopolitano è totale ed è da attribuirsi alla classe dirigente locale”

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Riceviamo e pubblichiamo una lettera di alcuni cittadini e simpatizzanti: la loro una riflessione dopo il risultato elettorale del partito. Auspicano un nuovo Pd a Monopoli. “Il problema del PD, a Monopoli, è la sua classe dirigente che da oltre 20 anni comanda e gestisce il partito”, scrivono. 

“Gentili dirigenti del Partito Democratico,
lo scopo di questa lettera aperta è quello di cercare di accendere un faro sulla situazione che si vive nella nostra città, Monopoli, ultima città sulla costa verso sud della provincia di Bari.
Monopoli ha circa 50mila abitanti, una forte vocazione turistica e imprenditoriale e, da 15 anni, un’amministrazione emanazione del centro destra siede sullo scranno principale del Palazzo di Città. Ci preme sottolineare che il lato umano e le capacità dell’attuale amministrazione (così come di quelle precedenti) non sono oggetto di discussione anche perché bisogna essere sinceri e, per aver vinto le ultime elezioni amministrative con oltre il 70% dei voti, gli attuali (e precedenti) amministratori devono per forza aver fatto qualcosa di buono e non pensiamo così tanto male dei nostri concittadini da ritenerli elettori acritici e asserviti al potere.

Quello che ci spaventa e che ci spinge a scrivervi, è la gestione degli ultimi 20 anni della sezione del Partito Democratico cittadino, completamente scollato dal tessuto sociale cittadino, culminata col poco lusinghiero 2.5% alle ultime elezioni amministrative del 14 e 15 maggio 2023. In pratica il 97.5% dei monopolitani ha capito che del PD monopolitano, così com’è, non ci si può fidare.
La debacle del PD monopolitano è totale ed è da attribuirsi esclusivamente alla classe dirigente locale.

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Spiegare le dinamiche del PD e della sinistra in generale nella nostra città è impresa difficile ma proveremo comunque a descriverle cercando di essere quanto più chiari possibile senza lasciarci andare a giudizi personali, che poco importano e che comunque non cambierebbero i fatti, ma analizzando le cose cercando di mantenere un principio di oggettività. Non sarà possibile, tuttavia, rinunciare a fare riferimenti a persone e accadimenti che imbarazzano lo stesso PD locale e gli unici giudizi su fatti non verificabili direttamente sono legati alla percezione che si è avuta negli anni circa la comunicazione e il coinvolgimento della cittadinanza nella condivisione delle scelte e delle decisioni prese dalla segreteria locale.

pd comes 1 e1681374703210Il PD monopolitano negli ultimi anni ha vissuto, in piccolo, i medesimi stravolgimenti del PD nazionale, cambi di segreteria che hanno comportato la nascita di micro-fazioni interne al partito e prese di posizione che hanno allontanato tanti che, un po’ per indole, un po’ per disinteresse alla polemica, avrebbero voluto o potuto contribuire ad una crescita dal punto di vista del confronto, del dialogo e del pluralismo. Così si sono create diverse liste civiche, attive sul territorio e presenti anche in consiglio comunale. Poco alla volta ci si è trovati con un gruppo dirigenziale ristretto che ha pensato di poter decidere in quasi totale autonomia grazie anche ad una comunicazione interna parziale che, al momento delle votazioni e delle linee da seguire, privilegiava comunicare e informare solo chi sicuramente avrebbe condiviso le loro idee. Più di una persona presente nel direttivo e nella segreteria è stata, di fatto, estromessa dalle decisioni perché in disaccordo con la linea che si intendeva percorrere.

La gente di Monopoli non l’ha capito, non avrebbe potuto in nessun caso capirlo, non per ignoranza o poca preparazione ma perché la gestione del partito è stata volutamente incomprensibile, schizofrenica, con mezze verità, posizioni di comodo e informazioni parziali.

pd1 1Per fare un po’ di storia di queste incomprensibili prese di posizione, vorremmo ricordare quanto è avvenuto cinque anni or sono. Nel 2018, infatti, il gruppo dirigente del PD monopolitano, prima di esprimere definitivamente l’appoggio al candidato sindaco unitario del centrosinistra ha, in maniera pervicace e incomprensibile, tentato di subordinare tale scelta a indefinite e indecifrabili consultazioni primarie da tenersi in contrapposizione ad un noto esponente di centro destra cittadino (componente dell’Amministrazione di centro destra uscente). Per fortuna, ritornarono sui loro passi, sia pure poche ore prima dell’annunciata conferenza stampa di presentazione – alla Città – della coalizione e di colui che l’avrebbe rappresentata. Durante la stessa campagna elettorale, vinta dalla coalizione di centro destra, fecero scalpore in città i festeggiamenti notturni, a spoglio ormai completato, della candidata PD alle elezioni politiche del 4 marzo 2018, sotto il comitato elettorale del sindaco “avversario politico” vincitore. Questo comportamento ondivago, che dà l’impressione di avere costantemente due piedi in una scarpa, è quello che percepiscono i cittadini, senza forse riuscire ad inquadrare completamente il problema ma riuscendo a percepire qualcosa di profondamente sbagliato.

Tornando ad un passato più recente, a pochi mesi dalle ultime elezioni amministrative, ci sono stati diversi eventi cataclismatici che danno la misura dei giochi di potere, dell’affidabilità e della lungimiranza di chi coordina il partito a Monopoli.
Uno dei Consiglieri uscenti, già segretario della sezione, elemento di punta della dirigenza del PD monopolitano e provinciale (già Segretario nel 2018) adducendo pubblicamente l’incredibile scusa che il PD nazionale con l’elezione della nuova segretaria si fosse spostato troppo a sinistra (sic!), fuoriesce dal partito senza mai dimettersi. Fin qui tutto regolare, sono del resto scelte personalissime, non sindacabili. Tuttavia, poche settimane dopo, vengono confermate le voci che lo volevano passato al centro destra, più precisamente in una Lista Civica con la quale viene nuovamente eletto in consiglio comunale, questa volta ovviamente in quota centro destra, con un risultato elettorale ragguardevole, avendo preso tanti voti quanti tutto il PD messo insieme. Questa persona è ancora ufficialmente parte del PD cittadino e fino a qualche mese fa decideva le sorti delle alleanze e delle strategie ed oggi non ha problemi a sedersi dalla stessa parte di chi fino a due mesi fa criticava aspramente.
Come può essere credibile una classe dirigente così?

Il PD, nel frattempo, pur consapevole di non poter competere con la forza sul territorio della coalizione di centro destra, opta per andare alle elezioni da solo, rinunciando alla coalizione di liste civiche di opposizione e di sinistra, presentando una lista autonoma e un candidato sindaco.
Una scelta suicidaria francamente incomprensibile e, nei fatti, autolesionista.

Tutta la campagna elettorale è stata portata avanti da una lista composta da 18 persone (contro le circa 200 della coalizione di centro destra), oltre al candidato sindaco, delle quali non sono in discussione gli aspetti personali e le doti umane ma per le quali ci si dovrebbe fermare a riflettere circa le capacità comunicative e di opportunità. La comunicazione elettorale non si è incentrata sui problemi della città, sulle modalità di risoluzione degli stessi e sul confronto tra programmi ma principalmente sulle recriminazioni per essere stati “costretti” ad andare da soli, mostrando documenti sottoscritti e poi disattesi dai diversi attori del centro sinistra monopolitano, fino ad una incomprensibile e francamente inopportuna campagna denigratoria personale nei confronti dei candidati delle altre liste di centro sinistra ottenendo come unico risultato l’allontanamento dei cittadini,per i continui cambi di registro e casacca,che giustamente hanno preferito votare in maggioranza la più solida e concreta coalizione di centro destra uscente.

Se persino uno dei più importanti esponenti del PD cittadino si presenta con le liste di centro destra perché dovrei votare a sinistra? E se voto a sinistra perché devo votare PD?
Il problema, quindi, non sono le idee del PD, non sono ildesideri o di una società, giusta, aperta, solidale, progressista, antiproibizionista e antifascista. Il problema del PD, a Monopoli, è la sua classe dirigente che da oltre 20 anni comanda e gestisce il partito.
L’impressione che tante persone hanno avuto è che l’obiettivo fosse togliere voti all’altro candidato di centro sinistra partendo dalla consapevolezza che il proprio candidato non avrebbe ottenuto nulla. Se però ci si fosse coalizzati, invece, con ogni probabilità, il PD avrebbe potuto esprimere uno o due consiglieri e oggi staremmo parlando pur sempre di una sconfitta ma in un gioco di equilibri ben diverso. Questo dovrebbe bastare a far dimettere tutti, senza eccezioni, e a permettere, a chi finora è stato volontariamente estromesso, di provare a risollevare le sorti del Partito e della sezione.

Invece si è dimesso solo il segretario, cioè il candidato sindaco, che, come un agnello sacrificale, si è caricato dignitosamente sulle spalle tutte le responsabilità.
Con le dimissioni del segretario con ogni probabilità il partito verrà commissariato e, successivamente, verrà indetto un congresso per l’elezione dei nuovi organi dirigenziali.

275eef8a 6375 4496 93ff cde6a962dba4A Monopoli, però, sono già presenti forze fresche in grado di prendere in mano il Partito e farlo rinascere. Giovani attivisti che si sono sempre spesi e che sono stati messi da parte durante l’ultima campagna elettorale che vorrebbero avere la possibilità di dire la loro. Molte persone pronte a tesserarsi per poter cambiare le cose, immutate per quasi 20 anni.
Alla luce di tutto quanto accaduto non solo nell’ultima campagna elettorale ma anche nei due decenni precedenti, prima di far passare anni preziosi per decidere il prossimo congresso, o prima di imporre segretari dall’alto, vi chiediamo di valutare quanto accade nella Sezione di Monopoli, i disinvolti passaggi da sinistra a destra, le decisioni dal vago sapore carbonaro e l’esclusione di una parte degli iscritti e di concedere a chi fino ad oggi è stato estromesso dalle decisioni, ragazzi, attivisti, gente stanca di una gestione opaca e verticistica e nuovi tesserati sinceramente interessati a risollevare le sorti del PD monopolitano, la possibilità di decidere chi deve essere il nuovo segretario, finalmente emanazione di una maggioranza aperta, finalmente democratica e trasparente, così come ci si aspetta dal Partito Democratico.

Siamo in tanti e siamo certi che se non sarà possibile, se verranno ancora una volta fatti incomprensibili giochi di potere questa forza, queste persone, questa passione andranno perse per sempre.
È un’occasione unica, perderla sarebbe una sconfitta per tutti e significherebbe abdicare a logiche personalistiche, incomprensibili alla gente, e verrebbe scritta, una volta per tutte, la parola fine sul PD monopolitano e sulla sua credibilità già fortemente compromessa. Non permettetelo.
I firmatari di questo documento sono pronti a collaborare alla nascita di questo nuovo progetto sia iscrivendosi al partito sia facendosi promotori di una importante campagna di tesseramento, di adesione e di apertura del partito a nuove energie.”

Se vuoi anche tu essere dei nostri invia una mail all’indirizzo iovogliopartecipare@gmail.com indicando il tuo nome e il tuo numero di telefono.

Sergio LENOCI,
Nuccio CONTENTO,
Paolo CONTINI,
Domenico LENOCI,
Valentina CARDONE,
Paolo CHIANTERA,
Mara IAFFALDANO,
Giuseppe Maria LACITIGNOLA,
Dario CAZZORLA,
Vito LAGHEZZA,
Mariarosaria MARASCIULO,
Giuliana GIANGRANDE,
Gabriella GIANGRANDE,
Manuela CIPULLI