Un altro compleanno senza Valeria. La mamma: “Non c’è giustizia per chi è morto di droga, vorrei raccontare a tutti la fine che si fa”

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Valeria con la sua mamma, la signora Santa Pertosa nel giorno dell'ultima visita alla figlia in comunità, nel gennaio del 2014
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Il 25 settembre avrebbe compiuto 27 anni, ma da 9 anni è morta. Domani alle 18.30 ci sarano una messa ed un evento dedicati a lei presso la chiesa di San Francesco da Paola.

L’idea iniziale era quella di una fiaccolata, ma poi la signora Santa Pertosa ha dovuto cambiare programma per difficoltà riscontrate nell’organizzazione. La sua Valeria però, verrà ricordata comunque domani, 25 settembre, nel giorno in cui avrebbe compiuto 27 anni.

849373c6 b9b4 4b9e 98e3 608e53e0225c e1599493040341E invece la sua vita si è interrotta quando di anni ne aveva 17, morta a causa della droga, per una overdose di metadone, nell’appartamento di un romano che questa sostanza gliel’avrebbe fornita, dopo averla incontrata alla Stazione Termini e averla ospitata a casa sua. Era la notte tra il 9 e il 10 maggio del 2014 e Valeria era scappata da 24 h dalla comunità presso la quale si trovava per avviare un percorso di disintossicazione.

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Domani alle 18.30 ci sarà una messa in suo ricordo presso la chiesa di San Francesco da Paola. Al termine l’esibizione di un cantante lirico e la lettura di poesie e brani dedicati a Valeria Ruggiero o scritti dalla stessa ragazza e trovati anche nelle tasche dei jeans. Lettere alla mamma, al fidanzatino dell’epoca.

“Non c’è giustizia per chi è morto di droga – dice la mamma -. Vorrei che ciò che è successo a lei non accada ad altri, voglio raccontare a tutti la fine che si fa, aiutare i ragazzi parlando della droga, anche nelle scuole”.

8e621386 d6fd 4583 9427 14450a5acd79 2Santa si era accorta da subito che c’era qualcosa che non andava, aveva iniziato a vederla diversa sua figlia, all’inizio pensavano fosse l’adolescenza, poi no. C’era dell’altro.
Non ascoltava più, si ritirava tardi, non voleva dare spiegazioni. Aveva 15 anni e mezzo quando nel cappotto le trovarono delle siringhe. Era febbraio del 2013 e a novembre era già in comunità. Ma questo centro non è riuscito a salvarla dalle sue dipendenze.

Santa però non si arrende, contina a cercare giustizia, si è anche rivolta ad una nota criminologa per far sì che si torni a parlare della sua Valeria, che nonostante non le sia più vicina fisicamente, sente ancora e tanto.

Piccoli segni, tracce che la mamma dice di avvertire, anche in quello che è stato un periodo recente molto difficile della sua vita per problemi di salute. Ora che il peggio per Santa è alle spalle, lei continua a ripetere: “Sono sicura che Valeria mi abbia aiutata”.