Il poeta monopolitano Fabio Angiulli con 2 componimenti al concorso Dantebus

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ph. Dino Angiulli
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Viaggio d’amore nell’Oceano Astrale e Sogno nel Sonno i titoli delle 2 opere.

Il concorso di Poesia Dantebus 2024, giunto alla VI edizione vede tra i partecipanti lo scrittore monopolitano Fabio Angiulli, con due componimenti poetici dal titolo: Viaggio d’amore nell’Oceano Astrale  e Sogno nel Sonno.

Riportiamo i componimenti e i rispettivi link per votare le opere di Fabio Angiulli

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Viaggio d’amore nell’oceano astrale

Il mio sguardo introspettivo frantuma il vetro di una finestra,

Mentre si perde nell’eco di una Cattedrale a cielo aperto

Di un’aria antica.

E’ Come fossi un bambino che attende il bagliore di una cometa.

Raccogliendo tra le mani il silenzio notturno,

Nella speranza del ritorno dei suoi oceani.

Diamanti di mare e di promesse eterne,

Di stella polare nel mare del mio viaggio

nel buio della trasvolata.

Il volo di lampi apre atlanti assoluti e infiniti universi.

– Il risveglio di un’aquila che nessun colore dell’iride può affliggere –

è la salvezza di planare sul mare di un inchiostro in burrasca.

Io ti rivedo nelle processioni non liturgiche dell’accadere

del nostro tempo di comete spente…

nella blasfemia biblica dei loro passi

e bocche di scirocchi rossi,

mentre quelle folle di sedicenti vivi

sfilano parole che dileggiano il nostro amore.

Ogni loro passo è un rosario di bestemmie,

per i mendicanti di vita che hanno banchettato il nostro futuro.

Ma noi

Non qui, ci apparteniamo.

E in queste notti d’inverno infinite, corro!

Nell’Astra luce d’altra metà.

E saranno cieli di maggio nell’oceano dei tuoi occhi.

Mentre mi vieni incontro scalza d’ogni civiltà

In un orizzonte senza fine,

che irradia più luminoso delle costellazioni,

i cieli di San Lorenzo,

In un altrove che non sanno.

Oltre l’orizzonte del visibile del giorno che ci inganna,

Con un alba atroce del sapere occidentale

sorge, spegnendoci.

E con sguardi di diamanti polari

ci promettiamo:

A domani.

Fabio Angiulli

Sogno nel sonno

Quando cala la notte, scendo penitente

Con lo sguardo dei miei passi

Dentro di me, nel sonno della cloaca del Passato.

Bimillenaria autoclave della Terra.

E il primo quarto di luna scandisce un’Era.

Grave Tempo di amnesia.

E, mentre vago, mai solingo

Nel mio purgatorio quarantennale

Invoco invano nello specchio il mio compagno di viaggio

Virgilio.

Mentre sento il tempo del suo abbandono nell’eco dei passi

E della sua voce non più tonante,

Che stanca si allontana.

Forse il bagliore di una spada Medioevale

Squarcia come lampo a cieli aperti

Il sogno del sonno,

Disegnando sentieri distinti e forse mai più distanti.

Perché in questa notte siamo in due divisi da uno specchio cieco,

Per poi riscoprirmi solo con gli occhiali o senza.

Mentre raccolgo il mio segreto nella luce dell’Est,

All’orizzonte delle mura del seminterrato

In cui preparo l’iniziazione tra i gradini

Rinvenendo dall’inverno scorso

Per salire nella camera superiore

Pronto per preparare la Pasqua.

Fabio Angiulli    

“La casa editrice Dantebus mi ha contattato telefonicamente complimentandosi per il mio stile di scrittura”, ha dichiarato l’autore al quale è stato chiesto quando ha cominciato a scrivere in versi. 

“Credo che la mia sia un’esigenza, quella di far stillare un inchiostro in burrasca, che se tenuto nei seminterrati dell’anima farebbe soltanto del male. Se poi devo offrire una chiave di lettura per Viaggio d’amore nell’oceano astrale, compendio appelandomi a molta letteratura che ci insegna come i grandi amori hanno tutti lo stesso infelice epilogo. Credo che la gente odia chi si ama. Ma la poesia – credo – sia salvezza, e nella sua potenza evocativa schiude universi e squarcia orizzonti… La poesia è non luogo di speranze e  patria originale del poeta”, conclude Angiulli.