Suma su dichiarazioni di Lacatena: “Coerenza un buon esempio, altrimenti, facile è il passo dalle liste civiche alle liste ciniche”

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Riceviamo e pubblichiamo una nota del segretario del Pd di Monopoli che scrive: “La tesi di Lacatena, secondo cui se non funziona il civismo i pugliesi rimangono a terra, è una bolla di sapone”.

Sia chiaro: nessuna perplessità circa la persona di Luigi Colucci, consigliere comunale della Città di Monopoli ed eletto nuovo componente del Consiglio Metropolitano di Bari.
Ciò che invece produce qualche perplessità è il ragionamento del delegato all’urbanistica della Regione Puglia, Stefano Lacatena, ben illustrato sulla “Gazzetta del Mezzogiorno”, e non solo.

Afferma il rappresentante della formazione politico-civica “CON” che il civismo, a causa dei partiti, è “impossibilitato a dare risposte ai pugliesi”. Ecco, è una dichiarazione bizzarra, dinanzi alla quale viene naturale formulare una chiarificante domanda: ma è solo il civismo ad occuparsi dei problemi e della soluzione dei dilemmi territoriali e regionali dei pugliesi?!

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Lacatena ritiene che i pugliesi credano che vent’anni di sviluppo della Regione Puglia, prima con Vendola e poi con Emiliano, li abbia guidati e prodotti il civismo? La storia della Puglia degli ultimi vent’anni ci racconta esattamente del contrario: sono stati gli uomini capaci e consapevoli, preparati e competenti, assessori e consiglieri provenienti dai PARTITI politici, che hanno dato alla Puglia e ai territori quello sviluppo che mancava e di cui la Puglia aveva bisogno. Nichi Vendola e Michele Emiliano – e quindi i PARTITI – sono stati capaci di inventarsi una Puglia nuova, in quanto alimentati da una visione politica maturata all’interno dei partiti di provenienza, perché i partiti promuovono convegni e studi, al loro interno circolano competenze, al loro interno si socializzano le conoscenze. Non sono essi formazioni utili a sagomare le liste elettorali in occasione delle competizioni elettorali. I partiti sono comunità pulsanti e permanenti.

La tesi di Lacatena, secondo cui se non funziona il civismo i pugliesi rimangono a terra, è una bolla di sapone. Se non ci fossero stati i partiti e i loro competenti esponenti, consiglieri ed assessori, la Puglia starebbe ancora aspettando la cicogna del civismo!
Pertanto, il ragionamento è rigorosamente ribaltabile: è la forza trainante espressa dai partiti che crea la direzione, la strada, alla quale il civismo si accosta.

Discorso urgente è poi quello sulla natura e sulle motivazioni di tale avvicinamento.
Se il civismo è la somma aritmetica di voti raccolti da una qualsiasi formazione elettorale, priva di qualsivoglia visione di sviluppo (il “cosa pensiamo di fare?”) e priva di obiettivi politici (il “dove vogliamo arrivare?”), allora il civismo è vuoto e inutile, è parcheggio di eletti, incapace di capire il presente e inadeguato a tracciare il futuro.

Ora, dinanzi alle dichiarazioni del sindaco metropolitano Vito Leccese, contrario agli “opportunismi politici”, Lacatena tuona, affermando che non si può fare a meno del civismo. Però, attenzione, il sindaco Leccese, che governa Bari con il civismo di Michele Laforgia, a nome dei pugliesi sta ponendo a Lacatena un semplice tema: vuoi sposare un programma politico di sviluppo? Vuoi aderire ad un progetto? Vuoi sostenere una determinata visione amministrativa del territorio? Bene, allora, come nel tennis non si gioca sulla linea della rete, scegli in quale parte del campo stare, ma lo devi fare SEMPRE e OVUNQUE. E ciò anche per una correttezza nei confronti dell’elettorato e dell’opinione pubblica.
Viviamo in un tempo sbandato e la coerenza deve essere un buon esempio, soprattutto per le giovani generazioni. Altrimenti, facile è il passo dalle liste civiche alle liste ciniche (e di liste ciniche ne abbiamo in abbondanza, da destra a sinistra!).

Michele Suma, segretario del PD di Monopoli