Monopoli, mensa scolastica, un genitore: “Un digiuno quasi collettivo. Sempre più cibo e denaro nella pattumiera”

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Le foto fornite dal genitore, ex componente della Commissione Mensa
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“Forse il progetto, così come è stato concepito e messo in pratica, necessita di una profonda revisione con la collaborazione e l’inclusione di tutti”, scrive un papà, ex componente della commissione mensa in una lettera inviata alla nostra redazione. 

Spett.le Direttrice,
oggi sono qui perché voglio attenzionare a tutti la mia esperienza da ex membro della Commissione Mensa del Comune di Monopoli, quali sono i risultati sul campo di quasi 2 anni di “Mensa Biologica e di Eccellenza” secondo la mia esperienza.
Ero presente quando in pompa magna il nuovo servizio di Refezione Scolastica fu presentato alla città presso il Teatro Radar a Settembre 2023 dalle Istituzioni, dell’Appaltatore e dai referenti del Sian.
Tutto ci era stato prospettato come una rivoluzione, una rieducazione alimentare collettiva che avrebbe trasformato il momento del pasto a scuola in un momento speciale per i ragazzi.
Le aspettative, per chi come me ha partecipato a tutti i corsi di formazione, erano molto molto alte tanto da abbracciare e sposare l’iniziativa convintamente.

Il nuovo servizio ebbe inizio nel mese di Ottobre 2023 ma la Commissione, che attendeva la delibera di giunta per essere operativa, arrivò solo nella seconda decade di Dicembre 2023. Qualche avvisaglia sullo scarso indice di gradimento dei ragazzi era già nell’aria fin dall’inizio ma come detto poc’ anzi, avendo partecipato ai corsi di formazione, il mio approccio all’incarico era propositivo e collaborativo, più che speranzoso.

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refezioneooCominciarono le prime visite in mensa con i relativi verbali di fine visita da inoltrare all’ufficio comunale preposto. Vi era in atto anche un interessante progetto denominato MensAttiva (lotta agli sprechi alimentari nella ristorazione collettiva scolastica) ma è inspiegabilmente naufragato.

L’approccio al nuovo menù biologico da parte dei ragazzi si dimostrò sin da subito difficile, dovuto in prima battuta dall’aspetto del pasto e poi dal sapore.
Posso dire che la qualità degli ingredienti si dimostrò sin da subito all’altezza, ma c’era qualcosa che frenava l’entusiasmo dei ragazzi.

Con il passare dei mesi le cose non miglioravano e molti genitori cominciarono a gettare la spugna, legittimando in qualche modo il rifiuto dei ragazzi ad accettare questo nuovo regime alimentare.

Le somministrazioni dei pasti in bianco (indispensabili per quei bambini che in alcune circostanze si trovavano a frequentare le lezioni con evidenti problemi di stomaco) cominciavano a diventare sempre più frequenti e non si è riusciti a mettere un freno a questa cattiva abitudine. La rieducazione in atto cominciava a mostrare i primi scricchiolii e chi come me almeno 2 volte al mese si recava in visita in refettorio ne prendeva pian piano atto riportando il tutto in Commissione agli interlocutori preposti. C’è da specificare che non tutti i giorni era così: le preparazioni a “misura di bambino” restituivano i risultati sperati ma nella maggior parte dei casi era un digiuno quasi collettivo.

In molti, con l’aiuto dei genitori, hanno apprezzato questo cambiamento di alimentazione drastico e si sono adattati in fretta ma la quantità di cibo, di denaro dei genitori e pubblico che finiva nella pattumiera aumentava sempre più.

Le richieste di analisi delle quantità di scarti alimentari sono sempre state ignorate e per “placare” la rabbia crescente nei genitori qualche modifica qua e là al menù fu applicata: escludendo quei giorni in cui veniva somministrata la pasta al pomodoro (non potete immaginare le battaglie fatte per questa concessione) e pochi altri pasti, la musica non cambiava, anzi è stato un peggioramento costante in termini di gradimento dei pasti.

Finito l’anno scolastico 2023/2024, tutti auspicavamo che i dati raccolti durante l’anno fossero stati processati per correggere ulteriormente il tiro, ma di quei dati non vi è stata nessuna menzione nelle riunioni che seguirono.
Personalmente, ancora convito che il progetto meritasse davvero, a Settembre 2024 avanzo nuovamente la disponibilità a ricoprire l’incarico per l’anno scolastico 24/25 e la Dirigente Scolastica del mio circolo di appartenenza ripone nuovamente la fiducia in me e vengo “rieletto” .

Quando ad Ottobre 2024 il servizio mensa è ricominciato, l’unica arma a disposizione dei membri della commissione era quella di intensificare le visite durante il servizio e personalmente così ho fatto. Fino a marzo 2025 ho redatto ed inoltrato alle istituzioni 30 verbali di visite e durante le riunioni della commissione i toni delle discussioni si alzavano sempre più oltre alla sfiducia di genitori disperati nel sentirsi dire dal proprio figlio di essere rimasto digiuno perche il pasto non è stato gradito.

La disponibilità all’ascolto non è mai mancata, ma i riscontri alle nostre proposte che apparentemente in quella sede erano condivise non avevano seguito o per lo meno ne avevano solo in minima parte. L’ultimo atto prima della mia rinuncia all’incarico è stato quella di chiedere di mettere a verbale (il giorno 13 Febbraio 2025) la richiesta di un incontro pubblico aperto a tutti i genitori come tema cardine “La condivisione strategie alimentari per favorire una maggiore coerenza tra il menù scolastico e quello casalingo”. Ci si è affrettati in quella sede a ritenere l’iniziativa condivisibile e accettabile ma trascorsi 30 giorni nessun riscontro. In accordo con gli altri membri della commissione (genitori ed insegnanti) il giorno 20 marzo 2025 ho inoltrato una Pec per richiedere nuovamente l’incontro pubblico ed il silenzio non si è fatto attendere. Niente…

In data 02 Aprile 2025 un ulteriore sollecito, ma nuovamente senza riscontro alcuno. A fronte delle pressioni dei genitori sui social network e all’ennesimo sollecito verbale di alcuni componenti della Commissione Mensa, in data 05 Maggio 2025, viene promesso un “incontro di formazione” ai genitori da organizzare a Settembre 2025 senza ulteriori dettagli quasi come a provare di tacitare il dissenso crescente.

Ci si affretta, quando viene pubblicato un nuovo articolo di giornale a farsi vedere nelle mense senza sedersi tra i ragazzi, a condividere l’esperienza del pasto con loro e soprattutto a parlare con loro, non si perde occasione per rassicurare tutti in incontri privati e sui social network che nulla verrà lasciato al caso, ma in verità l’immobilismo degli interlocutori istituzionali sta facendo naufragare del tutto un progetto che teoricamente avrebbe rappresentato una svolta nelle abitudini (molto spesso sbagliate) che le nuove generazioni hanno nel rapportarsi con il cibo.

Questa imposizione di nuovo regime alimentare, a detta di chi parlava dal palco del Teatro Radar quel Settembre 2023, doveva portare la città di Monopoli ad avere l’attestato di Mensa Biologica d’Eccellenza con relativi finanziamenti a valanga da parte del Ministero. Abbiamo ottenuto questo fantomatico attestato? Voi lettori andatelo a chiedere alle Istituzioni: forse rimarrete sorpresi della risposta che riceverete…

Voglio concludere questo mio pensiero chiedendo scusa ai ragazzi con cui in primis ho preso l’impegno di migliorare il servizio mensa: ci ho messo tutto l’impegno che ho potuto dare e ho ricevuto da ognuno di voi affetto ed abbracci sinceri che solo bambini e ragazzi sanno ancora dare. È a voi che lascio l’ultimo pensiero: non siete voi ad essere sbagliati ma siamo noi adulti che non sappiamo piu ascoltare le vostre ragioni e ci chiudiamo in una logica fatta solo di numeri e proclami politici.
Posso assicurare che nulla è stato lasciato intentato ma è mancata e manca tutt’ora la volontà o forse la capacità di affrontare la problematica alla radice e di ammettere che forse il progetto, così come è stato concepito e messo in pratica, necessita di una profonda revisione con la collaborazione e l’inclusione di tutti.

Un ringraziamento sincero a Lei Direttrice per avermi concesso questo spazio e alla Dirigente Scolastica del mio Circolo di appartenenza per avermi dato l’onore di ricoprire l’incarico e di rappresentare la “nostra” scuola come genitore con le Istituzioni.
Un buon lavoro alla Commissione Mensa tutta che so per certo non demorderà mai nella ricerca del benessere di tutti i ragazzi, nessuno escluso.

Salvatore Miccio
Ex membro della Commissione Mensa, ma soprattutto un papà