Omofobia, Panaro a Leggiero: “Cosa c’entrano i problemi di Monopoli con la lotta alle discriminazioni?”

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“Vorrei vivere in una società laica”, scrive Panaro in replica al referente del Popolo della Famiglia. 

Nei giorni scorsi scrivevo del mio rammarico per l’assenza di iniziative nella giornata internazionale contro omofobia, bifobia e transfobia, riconosciuta dall’Unione Europea e dalle Nazioni Unite. A stretto giro Cosimo Leggiero del Popolo della famiglia replicava che alcune ideologie sono pericolose e addirittura inutili, che a Monopoli non si registrano atti di discriminazione e parlava del concetto di reale importanza dei problemi e di imposizione di un modello di società per ottenere fondi. Intanto mi sfugge il nesso tra quanto da me scritto e le dichiarazioni del rappresentante del Popolo della famiglia.

E poi, in ordine sparso, esattamente a quali pericolose ideologie si riferisce? A quale imposizione di modello di società e soprattutto a quali fondi? E cosa c’entrano i problemi di Monopoli con la lotta alle discriminazioni?

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Discriminazione e omofobia è quella nei confronti dei ragazzino che viene additato dai compagni. Omofobia è riferirsi ad una persona definendola con i soliti epiteti. Mi taccio poi sugli atteggiamenti verso le persone trans. Il pericolo risiede nel sottovalutare o negare un problema spostando l’attenzione su altro.

Egregio signor Cosimo Leggiero del Popolo della famiglia, vorrei vivere in una società laica nella quale si possa davvero ritrovare quanto contenuto nell’articolo 3 della Costituzione che tra le altre cose recita: “tutti i cittadini hanno stessa parità sociale, senza distinzione di …E’ compito della Repubblica, rimuovere gli ostacoli… che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana …“

Riporto infine un piccolo estratto di una sentenza della Corte Costituzionale di circa 10 anni fa: “l’unione omosessuale, intesa come stabile convivenza tra due persone dello stesso sesso è da annoverare tra le formazioni sociali a norma dell’art. 2 della Costituzione cui spetta il diritto fondamentale di vivere liberamente una condizione di coppia … “. Ritengo in conclusione che di questi temi, sconosciuti ed ignorati da taluni come il rappresentante locale del Popolo della famiglia, sia utilissimo parlare, a tutela dei diritti fondamentali della persona. È proprio per gli stessi diritti di cui stiamo parlando, quest’oggi la Corte Costituzionale, obbliga il riconoscimento alla nascita, di entrambe le madri delle coppie omogenitoriali

 dott. Cosimo Mimmo Panaro