Monopoli, niente panino al lido, lo sfogo di una mamma. La struttura: “La signora ha voluto iniziare la polemica”

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Il racconto alla stampa di una donna che avrebbe voluto trascorrere la giornata al mare a Monopoli a lido Marzà e la replica di viero Affatato che dà la sua versione dei fatti. Ecco l’ultima polemica estiva.  

Avrebbe voluto portare dietro con sè due panini per i figli al lido, ma la telefonata alla struttura balneare si è trasformata in un caso mediatico, dando il via ad una nuova polemica estiva. Protagonista una mamma barese che era intenzionata a trascorrere una giornata con i figli al Lido Marzà di Monopoli, ma alla fine ha dovuto rinunciare al programma.

La donna, prima di partire da Bari, aveva contattato lo stabilimento per chiarire un dettaglio importante: poter portare due panini per i figli, uno dei quali celiaco. Secondo quanto riferito dalla mamma, le sarebbe stato concesso il pasto solo per il figlio con intolleranza, da consumare però non sotto l’ombrellone, bensì nell’area bar. Nessuna deroga, invece, per l’altro bambino. “Le sto facendo una cortesia”, sarebbe stata la risposta ricevuta, che la donna ha interpretato come un atteggiamento poco accogliente e, a tratti, aggressivo.
La madre ha anche sottolineato come, secondo la normativa regionale, sia possibile introdurre alimenti per consumo personale, soprattutto in presenza di esigenze alimentari certificate. Tra l’altro la donna riferisce che gestore avrebbe anche puntualizzato che quella era proprietà privata, e non utilizzo di demanio pubblico. “Non stavo chiedendo nulla di eccezionale: due panini, uno per ciascuno dei miei figli. Uno è celiaco, ma l’altro no, e per lui era vietato. Mi è sembrato assurdo, umiliante. È inaccettabile che a un genitore venga chiesto di scegliere quale dei suoi figli può mangiare”.  “Il prezzo previsto per un ombrellone e due lettini – 60 euro, parcheggio incluso – non era un ostacolo”, ha raccontato alla stampa la donna che pure aveva scelto quel lido perché i prezzi, nel complesso, le erano sembrati convenienti. Ma a quel punto ho capito che, senza la consumazione, saremmo stati spennati con il pasto obbligatorio all’interno nel lido”

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La vicenda ha inevitabilmente acceso il dibattito online sul diritto di portare cibo da casa negli stabilimenti balneari, specialmente quando si parla di bambini e salute. Il gestore del lido, dopo un iniziale silenzio, ieri sera ha affidato la sua replica ad un post social condiviso su Facebook, che pubblichiamo qui di seguito in maniera integrale.

“Alla gentile Sig.ra senza un nome ed un cognome vorrei sapesse che mi chiamo Viero Affatato qualora volesse contattarmi in privato per chiarimenti (ma dubito sia questo l’intento vista la briga che si è presa nel far pubblicare un articolo su un quotidiano) e che dovrebbe informarsi meglio circa le leggi di cui parla …purtroppo per lei e chi per lei Marzà non è titolare di alcuna Concessione Demaniale e come lei stessa scrive ha dei prezzi inferiori rispetto alla media: 20 euro a persona compreso posto auto nella settimana di ferragosto che diventano 30 nel weekend compreso posto auto non mi sembrano prezzi, come dice lei di qualcuno che vorrebbe spennare i clienti, così come deve sapere che Marzà è attenta al rispetto della flora e la fauna che il mondo ci regala (il mondo, non la mia bravura, io, noi cerchiamo solo di dare risalto ed ordine a quanto di bello ci è stato regalato da qualcuno molto più importante di noi esseri umani) ed è attenta a situazioni tipo quella che descrive la Sig.ra, tanto da averle detto al telefono che certo che poteva portare il panino per il figlio intollerante,semplicemente aggiungendo che sarebbe stata pregata di andare in una zona bar con tavolini dove consumarlo (in quanto non è gradito da noi che si mangi sotto l’ombrellone (anche questione di igiene direi))… a quel punto la Signora ha voluto iniziare una polemica a cui non sono interessato e non capisco come possano esserlo i lettori di questo articolo a cui mio malgrado ho dovuto rispondere … un consiglio se posso? Anzi no, già troppo aver risposto. Aggiungo e chiudo: subito dopo che la Sig mi ha chiuso il telefono in faccia ho provato a richiamarla per spiegarle meglio il caso ma senza ricevere alcuna risposta … Buona vita!”.

Oggi sul profilo social della struttura un nuovo post: “Scusatemi ma mentre voi mi fate pubblicità io devo lavorare IO… di nuovo grazie” facendo riferimento all’aumento del numero di follower sulla pagina Facebook del lido dopo la polemica generata dalla questione panini.