Lamanna: “Siamo ancora in una democrazia quando oltre il 60% degli aventi diritto non va a votare?”

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“Perché non dovrebbe esserci una soglia, sotto la quale le elezioni non sono valide, se si resta sotto quella soglia? Il numero ha il suo peso in democrazia”, scrive il lettore in una riflessione inviata al nostro giornale.

Incombe la prossima campagna referendaria ma siamo ancora in una democrazia, quando oltre il 60% degli aventi diritto non va a votare, come avvenuto nelle scorse elezioni Regionali? Scema la capacità rappresentativa dei suffragi.

Così le elezioni, a mio parere, andrebbero invalidate, come i referendum. Le nostre democrazie sono democrazie rappresentative e il governo degli Stati democratici è un governo rappresentativo. Che cosa vuol dire?  Che governa chi ha avuto un mandato popolare per farlo, vincendo le elezioni e vince le elezioni chi ha avuto più voti. La democrazia è una forma di governo che si basa sui numeri. Chi ha ottenuto un numero di voti maggiore degli altri, governa, chi è in minoranza, fa opposizione.

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Questo meccanismo funziona finché il dispositivo politico ha capacità rappresentativa ma c’è ancora questa capacità rappresentativa quando solo una minoranza vota?
Possiamo ancora parlare di una dialettica politica tra maggioranza e minoranza , quando la maggioranza è al di fuori del dispositivo politico, perché non partecipa alle elezioni?
Ci sono certi referendum che non valgono, se la metà più uno degli elettori non si reca alle urne. Perché non dovrebbe esserci una soglia, sotto la quale le elezioni non sono valide, se si resta sotto quella soglia? Il numero ha il suo peso in democrazia.

Come si può dire che un governo sia espressione della volontà popolare se il popolo ha deciso a maggioranza di non esprimersi? ‎Le democrazie sono società del numero.
Contano i numeri, il numero di voti presi alle elezioni, il numero del consenso.
Oggi i numeri non contano più, contano le cifre, i codici d’accesso, le percentuali e le analisi, l’esame autoptico della tornata elettorale, la ricerca spasmodica di una formula fantasiosa atta a dimostrare la vittoria nella sconfitta.
Forse anche per questo la democrazia del numero sta diventando un reperto archeologico.

Angelo Vito Lamanna