L’oleodotto spacca l’opposizione. Brescia: “Non sanno fare squadra, per questo arrivano sempre ultimi alle elezioni”

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“Andavano messe da parte tutte le bandiere politiche, i simboli, tutto. Bisognava fare qualcosa di istituzionale, in un confronto con la città, con la parte politica e con i tecnici. Questo non si è potuto fare per il protagonismo di alcuni partiti, non mia”,dichiara a Link il consigliere di Riprendiamoci Monopoli. 

L’Oleodotto spacca l’opposizione. Ma non nel merito della questione, sulla quale tutti cercano prima un confronto con la città. “Quello che scrive il PD è una sconfitta dell’opposizione, dichiara il consigliere di Riprendiamoci Monopoli, Pietro Brescia che ha proposto la convocazione di un consiglio comunale monotematico, chiedendo in primis ai colleghi del centrosinistra le firme per avanzare la richiesta. “Non riuscire a trovare quattro almeno le quattro firme più una della maggioranza è una vera e propria sconfitta”, ribadisce e aggiunge: “Il tempo per scrivere questi articoli lo trovano, per mettere una firma no”.

Il consigliere pone la questione anche al contrario. “Se il Pd, Papio e la Mastronardi avessero chiesto a me una firma, io l’avrei messa subito. Questa è la differenza tra me e loro. Ogni volta che l’opposizione mi ha chiesto di aderire alle loro iniziative, io l’ho fatto, ho sempre risposto sì”.

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Poi, con riferimento ad un post Facebook del consigliere di Manisporche Angelo Papio, Brescia aggiunge: “E’ scorretto che parli di sciacallaggio politico quando io ho rincorso loro per avere una firma”. Firme, quelle di Papio e Mastronardi, che Brescia dice di non aver avuto, ma che Papio, sempre via social, mostra come siano state apposte in calce al documento.

L’analisi del Pd proprio non va giù a Brescia che dice di aver tentato di fare squadra con il resto dell’opposizione “senza nessun protagonismo”. “Un argomento così importante, quale quello dell’oleodotto, va discusso in un Consiglio Comunale monotematico. Visto che nessuno si muoveva, ho deciso di farlo io. Ma Papio, che mi aveva detto che avrei avuto la loro firma, non ha risposto ai miei messaggi e la Contento mi ha informato che ne avrebbe parlato prima con la segreteria. Il fatto è che non sanno fare squadra ed è questo il motivo per cui arrivano sempre ultimi alle votazioni. Neanche secondi, ultimi”.

La proposta della convocazione di un consiglio comunale monotematico era una questione decisiva. “Andavano messe da parte tutte le bandiere politiche, i simboli, tutto. Bisognava fare qualcosa di istituzionale, in un confronto con la città, con la parte politica e con i tecnici. Questo – conclude il consigliere – non si è potuto fare per il protagonismo di alcuni partiti, non mia. Io ho avuto solo l’iniziativa. Il fatto è che non ho avuto le firme perché questi consiglieri non volevano che l’iniziativa partisse da me, ma probabilmente da loro”.