No all’oleodotto, Monopoli scende in piazza. Il Comitato: “Noi non ci fermiamo”

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Una serata di altissima partecipazione. Ieri in piazza XX Settembre all’appuntamento organizzato dal Comitato “Salviamo Monopoli e il Mare” erano circa in 4mila. 

Oleodotto, in 4000 circa per dire no al progetto del Gruppo Marseglia. Una serata di altissima partecipazione quella di ieri con piazza XX Settembre gremita per la pubblica assemblea convocata dal Comitato “Salviamo Monopoli e il Mare”. Niente bandiere, niente politici sul palco, così come pure era stato preannunciato, ma solo interventi tecnici, con i contributi oltre che del presidente del Comitato, l’avvocato Filippo Grattagliano, pungolato dalle domande del giornalista vaticanista Mimmo Muolo, del professor Giuseppe Corriero, zoologo marino, docente all’Università di Bari e del dottor Francesco Bianchi, specialista in igiene e medicina preventiva.

oleodotto interventiE’ un progetto che viene da lontano quello dell’oleodotto a Monopoli. “Una proposta progettuale la cui sola concezione – ha esordito l’avvocato Filippo Grattagliano portavoce del Comitato- rasenta la follia. E’ impensabile. Si tratta di un progetto che se dovessi definire mostruoso, userei un mero eufemismo”. Poi a proposito del serbatoi, per i quali c’è stata l’autorizzazione e che sono in fase di realizzazione, il consiglio è “a fermarsi. A meno che non li si usi per altro, non per questo progetto”.

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IL VERSANTE LAVORO – Anche sul versante lavoro, per Grattagliano, non ci sarebbero novità in termini di assunzioni. Attualmente sarebbero circa 40 i dipendenti del gruppo Marseglia. Se non si realizzasse l’oleodotto, rischierebbero il posto di lavoro? “No, possono dormire sonni tranquilli perché non stiamo chiedendo la chiusura degli impianti esistenti. Noi avversiamo questo progetto”. Di quanto potrebbero invece aumentare? Gli è stato chiesto, “Nemmeno di uno. Non ci saranno incrementi di occupazione”, la risposta di Grattagliano, che ha anche spiegato il perché. “Il prodotto arriverebbe direttamente dalla nave nelle condotte, nel parco serbatoi, verrebbe lavorato, attraverso altre condotte e portato negli impianti di trasformazione, di raffinazione, dopodiché verrebbe immesso nelle stesse cisterne o in altri luoghi e verrebbero le autobotti direttamente a prelevare il prodotto per portarlo a destinazione”.

oleodottorrrLE MOSSE DEL COMITATO – Il Comitato che oltre ad avviare queste iniziative pubbliche, ha presentato una petizione al Parlamento Europeo e una denuncia alla Commissione Europea, ha in serbo altre iniziative, oltre alla presenza al consiglio comunale la cui convocazione sarebbe stata decisa per il 28 settembre. “Saremo attenti spettatori, vigileremo su tutti gli atti che verranno eseguiti da questa amministrazione”. E a proposito di un controcomitato a favore del sì che si potrebbe costituire, Grattagliano dichiara: “Che mi risulti, non c’è nessun comitato a favore. Se se ci fosse, anche stasera lo inviterei a discutere con me di questo progetto, non non abbiamo alcun problema. Possiamo confrontarci dove e quando vogliono”. Tra le prossime mosse la presentazione di nuove osservazioni, seppure fuori termine, al Ministero dell’Ambiente e Sicurezza Energetica. “Noi non ci fermiamo”, ha detto.

IL DIRITTO ALLA SALUTE – Pungolato dalle domande del giornalista Muolo, il portavoce del Comitato ha elencato una serie di agenti clima alteranti che si andrebbero ad aggiungere alle attuali emissoni, facendole incrementare. “Il Gruppo Marseglia potrebbe diventare leader in qualsiasi settore, ma non sulla mia pelle. Il mio diritto alla salute viene prima del profitto del singolo imprenditore”, ha aggiunto tra gli applausi del pubblico. “Con la movimentazione merce attraverso le navi che attraccheranno al parco boe, ci sarà un aumento di Co2 impressionante, perché quel carico si sommerà a quello che già abbiamo sulla strada. Tra l’altro, siccome la società proponente sta realizzando i 21 serbatoi dove stoccherà della merce, e sicuramente questo biodiesel a qualcuno lo venderà pure, ci saranno più camion, più autobotti nel nostro territorio a caricare e a scaricare merce. Non c’è un solo elemento positivo per la nostra città”.

manifestazioneIL PERICOLO DEL PROGETTO – “Il gruppo industriale ha chiesto al Ministero la dichiarazione di pubblica utilità come infrastruttura energetica strategica nazionale”, ha continuato Grattagliano “Questo è il vero pericolo del progetto, il Gruppo Marseglia vuol far diventare Monopoli un hub energetico strategico nazionale. Questo è il vero pericolo sotteso a questo progetto. L’hanno chiesto loro questo! E se dal Ministero, con la fame di biocarburanti che c’è oggi, dovesse dovesse arrivare un un via libera del genere, noi siamo fritti, nel vero senso della parola”.

IL CASO PASQUALONE – Tra i progettisti del parco serbatoi c’è l’ingegner Alberto Pasqualone, segretario di Monopoli al Centro, una lista civica nella quale sono stati eletti 8 consiglieri e nominati 2 assessori. “Sarebbe stato opportuno da parte di Pasqualone, visto che ha ricevuto la documentazione per redigere questo progetto architettonico del parco serbatoi, che è stato autorizzato, informare la propria amministrazione, il sindaco, la giunta e i consiglieri, mettendoli sull’avviso. Non penso che non sapesse che, legato a quel parco serbatoi, sarebbe arrivato poi il progetto parco parco boe e e oleodotto. Avrebbero potuto invitare l’azienda a procedere con calma. A guardare prima l’esito del procedimento VIA, e dopo magari pensare alla realizzazione del campo serbatoi. Perché lì intanto sono stati divelti 60 ulivi, stiamo mettendo questi serbatoi per fare cosa? Questa è la domanda”.