Oleodotto, gli interventi degli esperti e la voce dei cittadini. Annese non si vede, ma tra la maggioranza c’è partecipazione

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Ribadita da parte dei presenti la contrarietà al progetto. Oltre agli esperti la parola anche ai cittadini. Tra il pubblico anche esponenti dell’amministrazione di centrodestra. 

Ad animare il dibattito sul no all’oleodotto anche diversi interventi di esperti. Sul palco il professor Giuseppe Corriero, zoologo marino e docente di zoologia all’Università di Bari. Dal docente un contributo scientifico dedicato alla tutela del mare e degli ecosistemi marini. Quella per cui si sta battendo il Comitato è per lui una “causa sacrosanta”. Attraverso un video tra i fondali ha mostrato la zona dove dovrebbe essere installata la sealine. Una esplorazione a 15 metri di profondità, tra posidonia, barriere coralligene, un ambiente ricco e diversificato e un fondale ondulato. Tutto questo per il docente si dovrebbe tradurre “in un’area marina protetta, in un potenziamento del turismo subacqueo sostenibile. Tutto questo che compensazione può avere? Come si può pensare di compensare interventi, come quello dell’oleodotto, che finiranno per devastare tutto ciò?  Cosa può mai compensare una brutalità come quella sottintesa a questo progetto?”  ha chiesto.

corriero e bianchi
Bianchi e Corriero

A prendere la parola anche il dottor Francesco Bianchi, specialista in igiene e medicina preventiva che ha affrontato il tema delle emissioni e delle possibili ricadute sulla salute della popolazione. “Chi la tutela?”, ha detto nell’esposizione del suo lavoro le cui conclusioni portano alla considerazione che le concentrazioni di PM10, PM2,5 e NO₂ presentano criticità rispetto ai valori guida OMS.
L’impatto cumulativo del parco serbatoi e dell’intero sistema campo boe–oleodotto deve essere inoltre valutato insieme a quelle che sono le pressioni già presenti. Manca poi un monitoraggio permanente e rappresentativo dell’area industriale-portuale, dei punti di massima ricaduta e dei recettori esposti.
“L’assenza di dati – ha aggiunto – non dimostra l’assenza di un problema. I cittadini di Monopoli hanno diritto a sapere che aria  respirano e a vedere tutelata la loro salute”.

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carolillo

Tra gli altri anche l’intervento dell’ingegnere Maurizio Carolillo che ha illustrato gli aspetti nautici del progetto, le manovre in mare delle grandi navi che arriverebbero e i possibili scenari in caso di incidente, concentrandosi su quello che potrebbe essere il rischio legato agli sversamenti e alle potenziali conseguenze sull’ambiente marino e sulle nostre coste.

Oltre ad un ringraziamento da parte del portavoce del Comitato Filippo Grattagliano al consigliere di Riprendiamoci Monopoli Pietro Brescia per l’interesse dimostrato, spazio anche al professor Stefano Carbonara, entusiasta della partecipazione dei cittadini “Monopoli finalmente si è svegliata!” e  alla ex consigliera del M5S Sonia Giulia Cazzorla che ha invitato a riprendere anche il monitoraggio delle falde, interrotto dall’amministrazione Annese.

grattagliano e muoloTra i cittadini qualcuno ha domandasse chi fosse il progettista dei serbatoi, altri dove fosse il sindaco Angelo Annese, dato che in piazza non si è visto, ed è a quel punto che alcuni hanno cominciato a chiederne le dimissioni a voce alta. “Siamo inorriditi da ciò che abbiamo sentito. Chi ci governa non ha la faccia di presentarsi”, ha detto una donna. Ma in realtà molti amministratori di centrodestra erano presenti in piazza, come testimonia questo scatto che li ritrae insieme dopo il no già comunicato in conferenza stampa, seguito anche da alcuni comunicati singoli diffusi nei giorni dopo dai partiti.

maggioranza 1

laneve e santacesaria