“Il centrodestra tace in aula e parla a mezzo stampa. C’è ancora una maggioranza capace di confrontarsi?”

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Se lo chiede la consigliera del Pd Silvia Contento dopo il Consiglio Comunale. 

Lunedì, in aula, nel luogo deputato al confronto politico, è accaduto qualcosa di politicamente significativo: dopo gli interventi dei consiglieri di minoranza, è calato il silenzio. Eppure, si discuteva di atti fondamentali per la programmazione amministrativa e finanziaria della città.

Per questo, ho letto con una certa sorpresa le recenti dichiarazioni sulla stampa di alcuni gruppi consiliari della maggioranza; a quanto pare, la voglia di intervenire è arrivata dopo, quando non c’era più da rispondere alle critiche dell’opposizione o, forse, parlare ai giornali è più semplice che sostenere un confronto diretto.

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Devo dire che alcune delle dichiarazioni degli assessori ascoltare sono sembrate più un’anteprima del prossimo bilancio di previsione che una verifica puntuale dei programmi e dei risultati raggiunti, forse un modo per evitare di chiarire cosa è stato realizzato e rendere conto di ciò che è rimasto sulla carta.

consiglio comunaleIl mio voto contrario alla proposta di delibera si inserisce proprio in questa valutazione ed è coerente con la posizione già espressa sui precedenti documenti programmatici e di bilancio. Non si tratta di dire no per principio, ma di non avallare una programmazione della quale non condivido le priorità e l’impostazione politica, in assenza di un cambio di passo capace di modificare il mio giudizio: una presa di responsabilità nei confronti della comunità, non un atto di formalità.

Continua, infatti, a emergere una programmazione ricca di obiettivi dichiarati, ma non sempre accompagnata da priorità chiare, tempi certi e risultati adeguatamente documentati. Si ripropongono progetti, si rimodulano obiettivi, si attendono finanziamenti, senza che emerga con chiarezza una visione complessiva della città. Intercettare risorse è importante, ma non basta: i finanziamenti devono essere al servizio di un progetto politico, non diventare il progetto politico stesso.

Nel frattempo, Monopoli ha bisogno di servizi efficienti, spazi pubblici curati, una gestione efficace del verde, uffici comunali ben organizzati e interventi capaci di tradurre gli annunci in risultati concreti. Governare significa scegliere, stabilire cosa viene prima, assumersi la responsabilità delle decisioni e avere il coraggio di spiegare anche gli obiettivi mancati.

Come dovremmo interpretare il silenzio della maggioranza? I quattro consiglieri di minoranza non meritano risposte oppure, una volta raggiunti i numeri necessari per approvare una delibera, il confronto diventa superfluo? Una maggioranza particolarmente loquace dopo il voto, ma sorprendentemente silenziosa quando ci sarebbe da argomentare prima. Il confronto non è un favore all’opposizione, ma un dovere verso i cittadini. Chi governa deve saper motivare le proprie scelte e misurarsi con le critiche, non limitarsi a contare i voti favorevoli.

Come Partito Democratico continueremo a svolgere il nostro ruolo con serietà e determinazione, chiedendo conto delle scelte amministrative e proponendo un’alternativa per la città.

Monopoli merita una maggioranza che sappia governare, ma anche metterci la faccia e difendere le proprie decisioni nel merito. Perché il silenzio in aula può essere seguito da molte dichiarazioni sui giornali, ma nessuna rassegna stampa può sostituire il confronto democratico. E avere i numeri per vincere una votazione non significa necessariamente avere le risposte per convincere i cittadini.

Silvia Contento
Consigliera comunale – Partito Democratico di Monopoli