Un’azione collettiva contro i miasmi, cittadini pronti ad un esposto

146
Il Prof. Carbonara mentre dialoga con un cittadino
adv

Raccolta firme indetta dal comitato Aria Pulita Monopoli. I contenuti dell’atto da presentare alla Procura emersi dalla discussione.

Le emissioni odorigene in città ancora al centro del dibattito pubblico. Nel pomeriggio di oggi, il piazzale antistante il centro sociale degli anziani di via Gobetti ha ospitato il presidio del comitato Aria Pulita Monopoli, sorto recentemente per pianificare un’azione collettiva contro i miasmi  che sempre più cittadini avvertono nell’aria. Dopo aver brevemente illustrato la situazione, il coordinatore del gruppo, il Prof. Stefano Carbonara, ha annunciato l’intenzione di presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Bari, affinché venga fatta chiarezza, una volta per tutte, su una situazione divenuta ormai insostenibile. Prima di redigere il documento, però, il promotore dell’iniziativa ha inteso ascoltare i pareri dei cittadini intervenuti – circa un centinaio –, dal cui esito sono emersi i contenuti che finiranno, nero su bianco, all’interno dell’atto.

2388AA4F 2556 42BA 9796 C352CA7431A0

adv

In sostanza, con l’esposto in questione, si vuole sollecitare la magistratura ad avviare tutte le indagini necessarie a comprendere se vi sia o meno un reato ambientale da contestare e, in tal caso, a chi. “Noi non vogliamo accusare nessuno – ha spiegato Carbonara -. Nonostante i sospetti, non possiamo essere noi a stabilire le cause e le responsabilità di quanto sta accadendo. E per questo che ci limitiamo soltanto a chiedere di fare chiarezza”. La petizione è tuttora in corso e le firme raccolte saranno allegate all’esposto.
Nel frattempo, domattina, andrà in scena il secondo atto delle iniziative “anti-miasmi” programmate per questo weekend, ossia il flash mob organizzato da alcuni cittadini, per ribadire la loro contrarietà alla situazione e, soprattutto, per sollecitare l’amministrazione comunale a porre in essere tutte le iniziative necessarie ai fini dell’attuazione di un serio monitoraggio ambientale. Insomma, adesso la città pretende risposte e pare non essere più disposta ad aspettare.

43780A98 39EF 4CEF 8EF0 9BD1DD9E8BE7