Manelli e MerMec, il Pd: “I lavoratori non sono numeri nei bilanci. Un salario che non arriva significa bollette e mutui da pagare senza sapere come”

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“Chiediamo al sindaco di convocare con urgenza un tavolo istituzionale con le organizzazioni sindacali e i rappresentanti delle aziende, per affrontare entrambe le vertenze, ciascuna con le proprie specificità, e individuare le iniziative necessarie a tutelare l’occupazione e i diritti dei lavoratori”, scrive il Pd in una nota alla stampa. 

Le vicende della MANELLI e della MERMEC, pur nella loro diversità, pongono una questione che riguarda direttamente la nostra città: il futuro delle imprese non può essere separato da quello delle persone che vi lavorano. Quando uno stipendio non arriva, un cantiere si ferma o una riorganizzazione industriale mette in discussione le prospettive occupazionali, non è in gioco soltanto il destino di un’azienda, ma la serenità delle famiglie, che si trasforma fulmineamente in disperazione e rabbia.

Il Partito Democratico di Monopoli esprime piena solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori coinvolti nelle due vertenze. Sono persone che con il proprio impegno contribuiscono alla ricchezza del territorio e che oggi non chiedono altro che certezze, rispetto e garanzie sul proprio futuro.

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Per la MANELLI, le organizzazioni sindacali hanno denunciato il fermo di numerosi cantieri pugliesi, i ritardi nel pagamento delle retribuzioni e l’assenza di sufficienti garanzie occupazionali, in un contesto di grave difficoltà economica e finanziaria.

Per MERMEC, lo sciopero nasce dalle preoccupazioni legate alla potenziale acquisizione delle attività ferroviarie da parte di SIEMENS MOBILITY. I sindacati chiedono giustamente chiarezza sul piano industriale, sulla salvaguardia dei posti di lavoro, delle sedi produttive e delle professionalità. L’azienda ha assicurato che l’operazione non avrà conseguenze negative sull’occupazione e sulle condizioni di lavoro. Ma le rassicurazioni che devono diventare impegni precisi, trasparenti e, soprattutto, verificabili.

Il lavoro non è una merce. Lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo non appartiene soltanto alle pagine del Novecento. Ancora oggi, dietro parole come crisi, ristrutturazione, riconversione e acquisizione, possono nascondersi decisioni capaci di sconvolgere la vita delle persone e ribadire che le persone siano soltanto numeri, moltiplicate per le braccia che possiedono, senza considerarne testa e cuore.

Un salario che non arriva significa bollette e mutui da pagare senza sapere come. Un posto di lavoro incerto significa progetti che vacillano e famiglie scaraventate nell’angoscia. Le riorganizzazioni aziendali non sono mai soltanto operazioni finanziarie, ma incidono sulla vita di chi ha contribuito, con anni di lavoro e professionalità, a costruire il patrimonio della stessa impresa.

I lavoratori non sono numeri nei bilanci, né il costo da ridurre quando cambiano le strategie aziendali. Sono persone, famiglie, cittadini. E quando a essere coinvolti sono i lavoratori monopolitani, la loro condizione diventa una questione pubblica, che chiama in causa la responsabilità dell’intera città.

Se il Comune vuole restare spettatore, il Partito Democratico di Monopoli, invece, chiede proprio all’Amministrazione comunale di uscire dall’eventuale ruolo di semplice osservatore e di assumere un’iniziativa politica concreta.Chiediamo al sindaco di convocare con urgenza un tavolo istituzionale con le organizzazioni sindacali e i rappresentanti delle aziende, per affrontare entrambe le vertenze, ciascuna con le proprie specificità, e individuare le iniziative necessarie a tutelare l’occupazione e i diritti dei lavoratori.

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La consigliera del Pd Contento e il segretario Suma

Chiediamo, inoltre, che il Comune si faccia promotore, nelle sedi istituzionali competenti, di un confronto con la Regione Puglia e, per la vertenza MerMec, con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, affinché alle richieste dei lavoratori seguano risposte tempestive e impegni verificabili.

In particolare:

  • per la MANELLI, occorrono garanzie sulla regolarità delle retribuzioni, sulla ripresa delle attività e sulla salvaguardia dei posti di lavoro, nell’ambito di un percorso credibile di risanamento;
  • per la MERMEC, occorrono garanzie scritte sulla continuità occupazionale, sulle sedi produttive, sulle condizioni contrattuali e sulla valorizzazione delle competenze, accompagnate da un piano industriale trasparente e da un confronto effettivo con i sindacati.

Non chiediamo promesse generiche né interventi di facciata. Chiediamo che l’Amministrazione comunale, se ne è capace, eserciti fino in fondo il proprio ruolo di rappresentanza della comunità, mettendo il lavoro al centro della propria iniziativa politica e riferendo alla città sugli sviluppi delle vertenze.

Difendere il lavoro significa difendere Monopoli. Il futuro dei lavoratori della MANELLI e della MERMEC riguarda le loro famiglie, l’indotto, le attività economiche e la tenuta sociale del nostro territorio. Perdere occupazione, impoverire le professionalità o lasciare i dipendenti nell’incertezza significa indebolire l’intera comunità.Ecco la priorità nell’agenda politica cittadina.

Lo sviluppo economico non può essere invocato per giustificare qualsiasi decisione, né la crisi può diventare un alibi per comprimere il valore del LAVORO. Le imprese hanno una responsabilità sociale e le istituzioni hanno il dovere di farla valere.

Su MANELLI e MERMEC, il Comune scelga da che parte stare: se dalla parte del lavoro, dei diritti e della dignità delle persone, oppure sugli spalti, a fare da spettatori di una partita in cui in campo giocano lo smarrimento e il buio. Monopoli non può voltarsi dall’altra parte quando è in gioco il futuro dei suoi cittadini.

Il Partito Democratico di Monopoli