“Ultimo tango all’Ortiga”, l’ultimo caso delle Miss Marple della Teruzzi

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Ieri la presentazione dell’ultimo libro della caporedattrice di “Quarto Grado”. Ha dialogato con lei il giornalista Sandro Scarafino.

Si apre con un omicidio di un aitante pubblicitario dinanzi alla balera dell’Ortiga, quartiere periferico e popolare di Milano, l’ultimo romanzo di Rosa Teruzzi “Ultimo tango all’Ortiga”, il quarto capitolo delle detective amatoriali del Giambellino. Il giallo è stato presentato ieri pomeriggio, nella Biblioteca Civica Rendella, nell’ambito della seconda edizione di “Prospero Fest”, il cartellone di eventi culturali in programma fino a domenica 17 novembre. Presente in sala l’autrice, caporedattrice della trasmissione Mediaset “Quarto Grado”, che ha dialogato con il giornalista Sandro Scarafino. 

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Un momento della presentazione

Nel libro si narrano le vicende delle tre donne residenti in un casello ferroviario: la testarda poliziotta Vittoria, la mamma Libera (una fioraia appassionata di investigazione) e la nonna Iole (eccentrica insegnante di yoga). Tre donne diversissime, ma complementari, sempre pronte a risolvere gialli. La trama segue i tre precedenti lavori: “La sposa scomparsa”, “La fioraia del Giambellino” e “Non si uccide per amore”, tutti editi da Sonzogno. A differenza dei primi tre romanzi, dove le donne sono chiamate a risolvere dei cold case – ossia casi irrisolti del passato -, questa volta si trovano ad affrontare un omicidio avvenuto da poco. E lo fanno affiancate dai due giornalisti, “Cagnaccio” e Irene. Devono scagionare Amelio, il maggiordomo di una cara amica, accusato inizialmente del delitto. Dalle loro indagini emerge un mondo fatto di segreti, di cose non dette. “In fondo, la verità non è semplice come appare. E il silenzio non è per forza indice di colpevolezza – scrive l’autrice, che prosegue -. Si può scegliere di non parlare perché non abbiamo più nulla da dire, perché ci sentiamo persi o disarmati, perché un’emozione ci sovrasta. O per proteggere un segreto”. La vera arma del delitto è dunque il silenzio. Ogni personaggio nasconde un segreto, che lo rende, per questo, un presunto colpevole.

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L’autrice Rosa Teruzzi durante il suo dialogo con il collega Sandro Scarafino

“Dalla mia lunga attività di cronista di nera ho imparato una cosa – ha chiosato l’ospite del Prospero Fest -: se avete un amante e venite sospettati di omicidio, ditelo alle forze dell’ordine. Perché chi mente su questo aspetto viene ritenuto non attendibile”. Dichiarazione accompagnata dal ricordo della sua esperienza lavorativa presso il quotidiano milanese “La notte”. Ed è proprio nella metropoli meneghina che sono ambientati i romanzi della Teruzzi. Ma non la Milano della moda o della finanza, bensì quella dei quartieri popolari, dove le protagoniste dei suoi gialli vivono, in un casello, proprio come lei. Un casello sul lago di Como, dove si rifugia in estate per scrivere i suoi romanzi. E il prossimo è già pronto. La quinta saga delle Miss Marple del Giambellino, come i primi tre, scava nel passato delle tre donne. Per risolvere il caso di un’altra morte non chiara, quella della nonna di Libera, Ribella, morta a soli 25 anni e in circostanze misteriose.