“Al risveglio nella notte Medioevale”, il poemetto di Fabio Angiulli al concorso “Dantebus”

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Fabio Angiulli
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Ecco come sostenere lo scrittore monopolitano autore di questo componimento. 

Lo scrittore monopolitano Fabio Angiulli partecipa con un suo poemetto al Concorso Nazionale di Poesia “Dantebus” alla V Edizione. Racconta di essersi cimentato in questa composizione dopo una notte insonne, per sostenerlo basta collegarsi a https://dantebus.com/concorsi/opera/209190 ed esprimere la propria preferenza.Come da bando il vincitore del concorso letterario di poesia sarà eletto da una giuria di competente, che terrà conto delle votazioni online, ma queste non saranno decisive per la decisione finale.

Qui di seguito il poemetto scritto.

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Al risveglio nella notte Medioevale

I

Iniziazione del mondo dell’uomo nuovo.
Dallo sbarco sulle sponde del tempo che arrivò.
Rimanemmo incantati dalla discesa
Di una parvenza di angeli salvifici
E inconsapevole burattini,
Di un burattinai senza alcuna provenienza
E radici:
Religiose, ideologiche, etiche, politiche.
Uomini nuovi del Nulla.
Oligarchiche apparizioni di un mondo stellato,
Salpati sulle sponde di un’antica Europa,
– Modernità desueta, pronta per salire sulle navi della Postmodernità, –
Alle soglie dell’Era,
Seppur embrionale di un mondo nuovo,
Adescamento di una globale uguaglianza,
Illusione partigiana di salvezza,
Di spettri dittatoriali,
Per l’inaugurazione di un mondo nascente,
Che fu embrione abortito
O forse parto di automi senza Storia,
Comparse su di un teatro alla periferia.
Del mondo.
Perfetta imitazione della vita.
Alienazione a norma di legge.
Stupri legalizzati dall’informazione,
Perpetrati dal tubo catodico
Penetrano utenti dagli occhi gialli e smorti,
Con parvenza di uomini.
E nel retrobottega, qualcuno in giacca e cravatta,
Prepara il destino,
Che come una profezia si schiude,
Su di un mondo, che fu, forse,
Un tempo nostro.
Ma ormai divenuto colonia
Dei trafficanti di Coca Cola.

II

Ascolto in lontananza un’omelia ecclesiastica,
Caricaturale preghiera di una qualunque messa domenicale,
Per sempre stata
– Parodia della religione.-
Per automi neoprimitivi della Modernità,
Figli di un Novecento crepuscolare.
E non so dire, se della sera.
E mentre nell’antica Gerusalemme,
Contemplo il sepolcro vuoto, che chiamo Speranza del Cristo risorto.
E poi morto,
Ammazzato da un anonimo cassiere della Banca Mondiale.
– Sarcofago del tempo della fede. –
Dentro di me, nascono e muoiono rimpianti Medioevali.
Rievocazione di un tempo che fu Storia.
Gravido accadere trascendentale.
E nel nostro tempo sterile,
Rimpianto di una realtà,
Forse mai stata reale.

III

E tu, Sofia,
Mentre rinvengo nei bagliori del mondo nascente,
Il nostro letto, già sofferto, pare più triste,
Quando tu,
Dopo la notte d’amore del Secolo scorso,
Ti sei svegliata nel buio,
Dell’alba che anticipa il nuovo Millennio.
E rimani lì seduta, sul ciglio del letto,
Mentre nel tuo cullare schizofrenico
Stringi al tuo seno di madre,
Nostro figlio morto.
Io vorrei prenderti le mani,
Accarezzarti il viso,
E avere il coraggio di dichiararti: Io sono.
Ma quando mi svegliai,
Fui qualcun altro,
In un’ altra Epoca.

Fabio

Biografia

Fabio Angiulli

nasce nel maggio dell’81 a Monopoli.
Conseguita la laurea magistrale in Filosofia, presso l’Università degli Studi di Bari, Aldo Moro nel 2009, comincia la sua avventura di giornalista e critico letterario, scrivendo per varie testate locali.
Nel 2012 pubblica il suo romanzo d’esordio Fine dell’Era. (Lupo editore).
Nel 2019 il poemetto filosofico L’impero dell’Avvenire. (Youcanprint).
Nel 2022 Con il racconto inedito Nella valle del tramonto, è stato finalista del concorso letterario Puglia quante storie 5.