Ant, Hospice e Amo: dal ’94 ad oggi assistiti 20mila pazienti oncologici

844
4 dicembre 2008 inaugurazione dell'Hospice San Camillo dell'Unità Operativa di Cure Palliative (UOCP). Da sinistra Claudio Giamporcaro, Giuseppe Abrescia, Emilio Romani, Lea Cosentino, Antonio Conversano, Rosa Aversa.
adv

Ci scrive il dottor Antonio Conversano, ricordando questa data particolarmente importante. “E’ un punto fermo nella storia di questo territorio”.

Il 4 dicembre 2020 per molti è una data come tante altre ma per me, per Monopoli e per i Comuni vicini è una data molto importante: il 4 dicembre 1994 è stata inaugurata la sezione ANT di Monopoli che poi piano piano si è ramificata nei paesi viciniori Castellana Grotte, Polignano a Mare, Conversano, Putignano, Turi, Noci, Gioia del Colle, Sammichele, Locorotondo, Alberobello.

amo conversano
4 dicembre 1994 inaugurazione della prima sede Ant a Monopoli. Da sinistra Claudia Centrone, Gemma Puccioni Conversano, Antonio Conversano, Franco Pannuti, Giovanni Gabrieli e Tonio Meo.

Inoltre, per puro caso il 4 dicembre 2008 è stato inaugurato l’Hospice della ASL Bari a Monopoli. Credo di poter affermare che sono due date fondamentali per il sud est barese. La prima perché ha messo le basi per far capire a tutti l’importanza dell’assistenza domiciliare.

adv

Non è stata cosa facile perché all’inizio le persone ed anche molti colleghi medici non riuscivano a rendersi conto di come si potesse organizzare un’assistenza completa a casa delle persone ammalate. Poi con il tempo, grazie all’adeguatezza della nostra assistenza ma soprattutto grazie alla professionalità ed alla disponibilità degli operatori sanitari, tutti si sono dovuti ricredere e, in caso di bisogno, si sono rivolti con piena fiducia. Con l’Hospice, ma soprattutto con il modello organizzativo dell’Unità Operativa di Cure Palliative (UOCP), abbiamo raggiunto il massimo della qualità dell’assistenza.

DiaQuesto è documentato da un’inchiesta sull’adeguatezza delle cure palliative fatta in tutta Italia nel giugno del 2012 da un’agenzia specializzata di Verona la “Value Relations” che ha definito la UOCP della ASL Bari a Monopoli una “eccellenza che può fare scuola in tutta Italia”. Da tutte queste esperienze nel 2009 è nata la nostra realtà tutta pugliese l’AMOPUGLIA che, in regime di sussidiarietà, supporta la UOCP della ASL Bari con personale, attrezzature, automobili e progetti vari per garantire al massimo la qualità e l’efficienza dell’assistenza. Ogni giorno nei programmi televisivi sentiamo parlare delle carenze dell’assistenza domiciliare e mi vengono in mente le lotte che ho dovuto sostenere per far crescere la mia idea. Volutamente ho detto idea perché il 1° aprile del 1993, quando riunii a casa mia, e non certo per uno scherzo, i componenti del comitato promotore avevo solo un’idea: soddisfare i bisogni dei pazienti affetti da tumore in fase avanzata che venivano letteralmente abbandonati al loro triste destino insieme con le loro famiglie. I partecipanti a quella prima riunione erano: il dottor Francesco Chillà, il Prof. Vito Cotugno, il giudice Fortunato D’Auria, il prof. Giovanni Gabrieli, il dottor Giovanni Marasciulo, il dottor Paolo Muolo ed il dottor Giuseppe Pastore. A loro tutti va la mia eterna gratitudine perché hanno avuto fiducia nel mio progetto e, mettendoci la faccia, hanno condiviso con me tante battaglie. Grazie a quelle battaglie abbiamo realizzato un modello che la ASL Bari ha definito (del n.1252 del 15 luglio 2019) Centro di Coordinamento delle Cure Palliative (oncologiche e non oncologiche) di tutta la ASL e la Giunta regionale con del. n.333 del 10 marzo 2020 lo ha individuato quale Centro di Riferimento regionale con funzioni organizzative e di coordinamento dell’intera rete regionale di Cure Palliative.

Ho stimato che approssimativamente dal 1994 ad oggi sono stati assistiti oltre 20.000 pazienti affetti da tumore in fase avanzata residenti nei Comuni del sud est barese. Ho voluto ricordare il 4 dicembre perché credo che, con giusta ragione, rappresenti un punto fermo nella storia di questo territorio.

Antonio Conversano