Anziana 10 mesi ricoverata, il figlio: “Mai abbandonata, sono stato diffamato”

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Conferenza stampa, ieri sera, del figlio dell’anziana ricoverata per quasi un anno tra Brindisi e San Pietro Vernotico e deceduta qualche giorno fa. Con lui anche Mirco Fanizzi del Popolo della Famiglia, che ha seguito la vicenda. 

È un fiume in piena il signor Massimiliano Paragò, il figlio della signora ricoverata 10 mesi nell’ex ospedale Melli a San Pietro Vernotico e deceduta qualche giorno fa.
Lui sarebbe l’orco, quello che ha abbandonato la madre in un letto di un nosocomio a oltre 90 Km da casa, quello che è stata un’impresa rintracciarlo telefonicamente quando ormai per sua madre il ricovero non poteva spingersi ulteriormente e doveva essere necessariamente dimessa. Quello appunto, che per essere rintracciato, ci sono voluti addirittura i Carabinieri. Questo almeno stando al ritratto fatto di lui dalla stampa e dalle tv nazionali nei giorni scorsi, quando il caso della nonnina 92enne di Monopoli è diventato di dominio pubblico. In che modo? Un’idea il signor Massimiliano se l’è fatta. “Il marcio di questa storia – ha detto – parte dalla Asl di Brindisi. E da un medico di San Pietro Vernotico. E’ falso che io abbia abbandonato mia madre, io lì ci andavo tutti i giorni a trovarla, a volte anche due volte al giorno. Sono stato diffamato nel peggiore dei modi. E sapete perchè tutto ciò? Per liberare il posto letto. Nel caso di mia madre non c’è stato un problema di mala sanità perchè lì è stata assistita e anche bene, ma un problema di posti letto. Il suo non poteva essere occupato ulteriormente, mia madre era un numero da rimpiazzare. Ci sono state pressioni dalla Asl affinchè mia madre venisse trasferita in una Rsa”.

Ma lui, il figlio, della Rsa non non voleva sapere, non ritenendo la struttura adeguata alle necessità riabilitative della mamma. Tra l’altro a febbraio, proprio negli stessi mesi in cui iniziava il ricovero della mamma, suo padre è morto, in una Rsa di Locorotondo. “Per questo delle Rsa non mi fidavo”. Strutture tra l’altro dove la famiglia versa 1000 euro, la restante somma oltre 2000 euro è a carico di altri enti. “Continuavo ad essere convinto che per mia madre ci volesse una struttura come Monte Imperatore a Noci dove ci sarebbe stato un medico h24 presente e dove avrebbe ricevuto una riabilitazione fisiatrica”.

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Il racconto che il figlio fa è lungo e dettagliato e ieri sera, insieme a Mirco Fanizzi del Popolo della Famiglia, ha convocato una conferenza stampa per spiegare la sua versione dei fatti, il tutto documenti, atti, comunicazioni via chat e fotografie alla mano. “Come è possibile che in ospedale non avessero il mio numero quando ci sono messaggi wa inviati da me ad un medico?. Lì mi conoscevano tutti e anche nel paese”, continua Massimo.

Ora, tutta questa storia non può finire così, concludersi con la morte della mamma. Massimo ha voglia di andare avanti. “C’è un importante studio legale di Bari che sta seguendo il caso e a cui ho dato carta bianca su come agire”, ha detto ieri il figlio che non si rassegna e intende essere la voce di tutti quanti si sono trovati a vivere situazioni analoghe. Anche Fanizzi ha puntualizzato alcuni aspetti di questa vicenda. “La sanità pubblica non è efficiente. Non è efficiente se si ricovera una nonnina anziana a 90 Km di distanza da casa”. Poi il coinvolgimento nella vicenda dei servizi sociali di Monopoli. “Il caso era a loro conoscenza – ha continuato l’esponente del Pdf -. La signora poteva essere aiutata diversamente. Se anche i nostri amministratori fossero stati più empatici- ha detto rivolgendosi al figlio- non saresti stato solo”. Il Popolo della Famiglia che ha preso a cuore questa storia, dopo averne parlato in una diretta facebook insieme al figlio della donna, ha ricevuto tantissime telefonate e messaggi da altre persone da tutta la Puglia che hanno vissuto situazioni analoghe. Ecco perchè il Movimento, ha concluso Fanizzi, adesso vuole farsi portavoce di chi si trova imbrigliato in casi come questo e aiutare i cittadini vittime di una sanità che, al di là dei proclami del governatore Emiliano, ancora troppo spesso non funziona come dovrebbe.