Arriva il “Gingolò”, il distillato che parte da Monopoli e punta in alto

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I bartenders Filippo Veneziani e Giambattista Rizzi
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L’idea di Filippo Veneziani e Giambattista Rizzi, che con il loro gin hanno assecondato i gusti dei clienti. Adesso sono al lavoro anche per l’esportazione. 

Uno “scrigno” in vetro a forma di parallelepipedo, che racchiude al suo interno un piccolo tesoro per gli amanti dei distillati. È la bottiglia del Gingolò, il nuovo gin con una ricetta tutta made in Monopoli, nato dall’idea dei due bartenders monopolitani Filippo Veneziani e Giambattista Rizzi, da tre anni impegnati nella divulgazione della cultura del buon bere. Spinti dalla passione per questo lavoro e attraverso i loro cocktails, infatti, entrambi i giovani imprenditori sono impegnati nella promozione di una concezione del drink mirata a fornire una sorta di esperienza sensoriale attraverso ogni singolo sorso. In pratica, si brinda per il semplice piacere del palato e per godere di un momento di convivialità assieme agli amici e, perché no, anche agli stessi bartenders.

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Il gin di Monopoli

Ed è proprio in quest’ottica che si inserisce il Gingolò, un prodotto che, come simpaticamente riportato sull’etichetta, “Pagheresti per averlo”. Si tratta di un London Dry Gin, ossia la tipologia di distillato con il più rigido disciplinare di produzione, che presenta al suo interno 18 botaniche. Un gin secco, che gioca sul giusto equilibrio di aromi tra agrumato e speziato, la cui ricetta è stata registrata all’Ufficio Brevetti dopo sei mesi d’intensa attività di ricerca. Per quanto concerne la produzione, invece, i due bartenders monopolitani si sono affidati a una distilleria artigianale situata al confine con la Svizzera, in cui si adopera un alambicco in rame di tipo discontinuo. Mentre al momento Veneziani e Rizzi stanno lavorando per l’esportazione della loro creatura, è già possibile sorseggiare il Gingolò nelle attività del centro storico gestite dagli stessi: il Southside Cocktail Bar in via Barbacana e l’N24 Bar a Vin in piazza Santa Maria.

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“La gente è entusiasta, piace praticamente a tutti – commenta, soddisfatto, Filippo Veneziani -. L’idea di questo gin nasce soprattutto dalla volontà di offrire un prodotto nuovo e innovativo”. Ragionata è stata anche la scelta degli ingredienti. “Abbiamo fatto ricerche sui gusti della nostra clientela, facendo provare i diversi tipi di gin per comprendere cosa chiede oggi il mercato – prosegue il giovane bartender -. Abbiamo così prodotto il gin che mancava, offrendone uno con un giusto bilanciamento tra sapore agrumato e quello speziato”.
Infine, è possibile consultare la pagina Instagram “gingololondondry” per ottenere ulteriori informazioni sul prodotto.