Assalto al furgone portavalori, padre e figlio di Monopoli tra gli arrestati

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Si tratta di un episodio di cronaca risalente al gennaio del 2018, accaduto sulla superstrada Lecce-Brindisi.

Ci sarebbero anche due monopolitani (padre e figlio, rispettivamente di 50 e 29 anni) tra le persone che avrebbero fornito supporto logistico ai malviventi coinvolti nell’assalto – poi fallito – ai danni di un furgone portavalori compiuto nel gennaio 2018, lungo la superstrada Lecce-Brindisi, nei pressi dello svincolo per Tuturano. Dopo aver esploso colpi di Kalashnikov e di fucile contro il parabrezza e gli pneumatici del mezzo blindato e aver seminato il panico tra gli automobilisti in transito, il commando composto da una decina di persone fu costretto a fuggire, non riuscendo a mettere a segno il colpo da mezzo milione di euro.

soldiL’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica brindisina, è scattata alle prime luci dell’alba e ha visto impegnate circa 150 unità, tra agenti delle questure di Foggia, Bari e Brindisi, coadiuvati dal Servizio Polizia Scientifica di Roma e dal reparto Prevenzione Crimine della Puglia.
La Polizia, al fine di sgominare la banda di malviventi, ha eseguito sette ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettante persone, tra cui i due monopolitani e una che risulterebbe irreperibile. Inoltre, sono state effettuate anche delle perquisizioni a Monopoli, Bari e Foggia.

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Come si apprende dalla stampa locale, entrambi i monopolitani arrestati sarebbero indagati, assieme ad altri soggetti, per i reati di associazione per delinquere (per aver fornito la logistica ai gruppi criminali del foggiano dediti alle rapine a mano armata su strada) e di concorso in tentata rapina pluriaggravata (in riferimento ai fatti del gennaio 2018).
Ma questo è stato solo il primo step della complessa indagine, finalizzato a identificare il gruppo logistico dell’assalto al portavalori. Adesso, infatti, si lavora per cercare di identificare i componenti del “gruppo di fuoco”.