Assenteismo, le prime dichiarazioni di Santamato: “Mai nessun disservizio”

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Il primario di Ginecologia e Ostetricia affida a Facebook la sua riflessione su quanto accaduto.

Quelle accuse sui presunti allontanamenti dal posto di lavoro, per un totale di 8 ore nei quattro mesi complessivi di indagini, gli erano costati gli arresti domiciliari. Così anche Sabino Santamato, primario del reparto di Ginecologia ed Ostetricia del “San Giacomo”, era stato sottoposto alla misura cautelare assieme ad altri dodici persone, tra cui primari, dirigenti e persino un’infermiera; mentre altre venti erano state raggiunte dall’obbligo di dimora (tra cui il parcheggiatore abusivo, accusato di aver timbrato il cartellino di un’infermiera, finita ai domiciliari). Venerdì scorso, poi, il Gip del Tribunale di Bari ha accolto l’istanza di revoca della misura cautelare per Santamato, presentata dal suo legale Michele Laforgia, dopo che il primario ha risposto nell’ambito dell’interrogatorio di garanzia, respingendo le accuse.

Lo stesso indagato, nel pomeriggio di ieri, ha commentato la decisione del Gip e l’intera vicenda sulla sua pagina Facebook. “È stato un colpo duro, molto duro e molto doloroso, ma grazie a Susanna, ai miei figli e alla mia famiglia, nonché alle tante manifestazioni di affetto e al supporto di tutti quelli che mi vogliono bene, sono riuscito a rialzarmi e a riprendere la mia vita, interrotta improvvisamente il 18 luglio 2019 alle ore 3.45 – scrive il medico, che poi prosegue -. Ma c’è una cosa che più di tutte mi preme sottolineare con chiarezza. Mai e poi mai in nessuna circostanza, da quando dirigo Ginecologia e Ostetricia del San Giacomo di Monopoli (dal 1 luglio 2016), si sono verificati disservizi per fatti legati all’inchiesta in corso. Né tanto meno mai e in nessuna circostanza è venuta a mancare la rete di sicurezza costruita per le pazienti”. In conclusione, il medico si dice pronto a riprendere il suo lavoro con la dignità, il rigore, l’impegno e la passione che “da circa 40 anni caratterizzano la mia professione”. 

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Revocato, inoltre, l’obbligo di dimora per Fulvia D’Onghia, medico di Ortopedia. Anche nel suo caso, infatti, il Gip Cafagna ha ritenuto esaurienti le risposte fornite in occasione dell’interrogatorio di garanzia.