Assolto medico di Monopoli accusato di omicidio colposo

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Assolto perchè “il fatto non sussiste” un medico monopolitano in servizio presso il punto di primo intervento di Alberobello. Il professionista difeso dall’avvocato Giuseppe Sardano. La moglie della vittima aveva chiesto un risarcimento di 500mila euro.

I fatti risalgono a qualche anno fa, mentre la vicenda si è conclusa con sentenza emessa lunedì 20 settembre dalla Prima Sezione Penale del Tribunale di Bari in virtù della quale il professionista monopolitano veniva completamente scagionato dalle accuse a lui ascritte. Il Pm, invece, aveva richiesto la condanna a mesi 8 di reclusione e la parte civile aveva avanzato richiesta risarcitoria per 500mila euro.

La vicenda- Il pomeriggio di qualche anno fa, verso le ore 15.00 circa, si presentava presso il punto di primo intervento di Alberobello, ove era in servizio il medico monopolitano, un paziente accompagnato da sua moglie, il quale accusava “crisi ipertensiva associata a vertigini e sensazioni di malessere generale con dispnea”. Al paziente venivano immediatamente apprestate le cure del caso con somministrazione di determinati farmaci e con accertamento tramite cardioline. Rientrata nella norma la pressione arteriosa, il paziente veniva dimesso su insistente richiesta dello stesso, nonostante il medico avesse consigliato una visita cardiologica.

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Il paziente però, a distanza di circa 8-9 ore dalle dimissioni, moriva presso la sua abitazione per effetto di “infarto miocardico secondario ad una sindrome coronarica acuta”. A distanza di qualche mese dal decesso, la vedova del paziente deceduto ratificava una prima denuncia presso la Procura della Repubblica di Bari, mentre a distanza di ulteriori 4 mesi veniva sentita a sommarie informazioni testimoniali dai Carabinieri “ Puglia” Stazione di Alberobello.

Il PM allora interessato alla vicenda ha dunque disposto una perizia tecnica affidando l’incarico a due professori universitari dalla quale è emersa la colpa del professionista monopolitano con motivazione recepita dallo stesso PM, tanto che veniva disposto il rinvio a giudizio del medico.  L’istruttoria dibattimentale si è svolta in maniera abbastanza travagliata essendo stati escussi sia i testi dell’accusa che quelli della difesa, con acquisizione della perizia redatta dai medici legali nominati dalla pubblica accusa.

sardano giuseppe
L’avvocato Giuseppe Sardano

Con riferimento alle indagini difensive espletate dall’avvocato Giuseppe Sardano, difensore del medico coinvolto nella vicenda, si è appurato che il paziente, deceduto il giorno del suo accesso al presidio ospedaliero di Alberobello, nel pomeriggio disattendeva le prescrizioni del medico consistenti nel sottoporsi a visita cardiologica, trascorrendo l’intero pomeriggio e la serata presso l’abitazione di una signora a Putignano. Mentre la vittima era a casa della sua amica, avvertiva nuovamente il malessere, ma nonostante le insistenze della stessa donna che lo aveva ospitato che gli chiedeva di andare in ospedale distante poche centinaia di metri dall’abitazione in cui si trovavano, la vittima si rifiutava volendo fare rientro a casa sua, ove una volta giunto, immediatamente dopo moriva.

La difesa in sede di discussione finale ha evidenziato inoltre che non era stato eseguito esame autoptico sulla vittima; esame che sarebbe stato in grado di accertare le reali cause del decesso e, soprattutto, l’eventuale assunzione arbitraria di  farmaci da parte della vittima non consigliati da alcun medico e controproducenti per quanto riguarda la patologia in atto. Le motivazioni della sentenza verranno depositate nei termini di legge.