BCC di Monopoli, un’azionista: “La fusione s’ha da fare e pure in fretta”

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La Bcc di Monopoli
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“La fusione va fatta per salvare la banca, il capitale investito dai soci e i posti di lavoro dei dipendenti”, scrive la signora Rotondo, azionista della BCC. Riceviamo e pubblichiamo in maniera integrale il contributo di una lettrice che ha inviato questa stessa nota ai soci e agli impiegati della Banca di Credito Cooperativo di Monopoli. 

Il prossimo 7 giugno l’assemblea straordinaria dei soci della Banca di Credito Cooperativo di Monopoli sarà chiamata ad approvare il progetto di fusione per incorporazione nella BCC di Alberobello e Sammichele di Bari.

Vi sarebbero numerose motivazioni di carattere tecnico che rendono, a parer mio, necessaria tale soluzione. Mi soffermerò su una in particolare: forse, la più comprensibile ai più.

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soldiIl bilancio della BCC Monopoli al 31/12/2020 si chiuderà con una perdita di circa 600.000 euro. A fronte di tale perdita la spesa per il personale ha raggiunto la consistente cifra di euro 1.079.000.

Si potrebbe pensare che tutti quei soldi siano andati a remunerare gli stipendi degli impiegati della Banca. Non è proprio così e vi spiego perché.

A fronte di 12 impiegati, anche ipotizzando uno stipendio medio annuo di 50.000 euro per ognuno di loro (stima effettuata, forse, per eccesso), il costo complessivo dei quadri/impiegati della BCC Monopoli dovrebbe aggirarsi attorno ad euro 600.000 circa.

Vi chiederete, allora, dove finiscano i restanti euro 500.000 circa (ovvero una cifra non molto lontana dalla perdita di quest’anno). Con ogni probabilità, sono destinati a remunerare il management aziendale (Direzione Generale, membri del Consiglio di Amministrazione) e gli Organi di controllo (collegio sindacale, in primis).

Bene. Attraverso la fusione, tutto questo denaro (euro 500.000 circa annui) sarà risparmiato. Solo dalla soppressione di qualche poltrona di comando, deriverà un risparmio complessivo che si aggira tra i 4 ed i 5 milioni di euro nei prossimi dieci anni.

Si tratta di una cifra enorme, se si considera che negli ultimi anni gli utili registrati dalla BCC di Monopoli sono stati piuttosto risicati. Non servono pagine di paroloni complicati. Basterebbero solo queste brevi considerazioni per comprendere perché la fusione “s’ha da fare” e pure in fretta!

Con un costincome alle stelle ed una percentuale di copertura delle sofferenze giudicata troppo bassa, all’indomani delle difficili sfide future, come si può pretendere di andare avanti in beata solitudine?

LA FUSIONE VA FATTA PER SALVARE LA BANCA, IL CAPITALE INVESTITO DAI SOCI, I POSTI DI LAVORO DEI DIPENDENTI e, probabilmente, per “salvare la faccia” al cospetto dei monopolitani, fermo restando che, se dovesse essere accertato che qualcuno, in passato, ha goduto di rendite di posizione e tratto ingiustificato arricchimento, è giusto che cominci a pagare.

In sintesi:

COSA DICE CHI SI OPPONE ALLA FUSIONE COME REPLICA CHI E’ A FAVORE

 

I soci della BCC Monopoli non sono stati informati della fusione E’ vero solo in parte ed il vecchio management della BCC Monopoli non appare esente da colpe.

Infatti, l’unica notizia fornita ai soci dell’imminente fusione con Alberobello è ascrivibile ad un comunicato stampa diffuso dalla BCC di Alberobello, con tanto di immagine nella quale si vedono Presidente del Cda e Direttore Generale della BCC Monopoli, seduti sorridenti ad un tavolo con il management della BCC di Alberobello.

In una lettera, inviata all’allora Presidente della BCC Monopoli, a CCB, alla BCC di Alberobello ed a Banca d’Italia, lo scorso febbraio, un socio della BCC Monopoli aveva chiesto un incontro con i soci per discutere della fusione. L’unico a non fornire riscontro al socio è stato proprio il Presidente della BCC Monopoli.

 

La fusione è un’imposizione illeggittima subita dall’alto Sono anni che si vocifera della necessità di una fusione. Lo stesso vecchio management, nei precedenti Bilanci, scriveva che con la fusione si sarebbe posto rimedio alle carenze organizzative evidenziate nei report degli Organi di controllo.

“In base a considerazioni  di  carattere  prevalentemente  prudenziale” – è scritto nella relazione sulla gestione 2019 –“ la  Banca  nel  corso  del  2019  ha  avviato  delle  interlocuzioni con alcune Bcc operanti in Puglia, appartenenti al medesimo gruppo bancario, al fine di addivenire ad una operazione di aggregazione.  Ad oggi, le interlocuzioni  sono  in  corso  e  la  Banca  si  è  impegnata,  insieme  anche  alla  Capogruppo,  affinché  tale  processo aggregativo possa concludersi quanto prima e consentire di valorizzare il personale dipendente, la base sociale, la clientela e le relazioni con il territorio”.

Ed ancora: “Le carenze organizzative e di processo riscontrate, infine, saranno definitivamente superate con la realizzazione del processo aggregativo descritto in precedenza”.

A scriverlo è lo stesso vecchio CdA della BCC Monopoli.

 

Non è vero che la BCC Monopoli è in perdita perché:

a) le sofferenze in pancia alla Banca sono migliori di quelle delle altre BCC d’Italia (quindi, Monopoli non dovrebbe adeguarsi al coverage – ovvero, accumulare riserve a copertura di potenziali perdite future – delle altre BCC del GRUPPO Cassa Centrale Banca, nel caso specifico BCC Alberobello);

b) si sarebbero potute monetizzare le plusvalenze latenti derivanti dall’apprezzamento dei titoli di stato in pancia alla BCC.

Fino a prova contraria, il bilancio che i Soci della BCC si accingono ad approvare, evidenzia una perdita di euro 600.000 circa.

a) Quanto alla questione delle coperture delle sofferenze. Ammesso che le sofferenze della BCC Monopoli siano migliori di quelle delle altre BCC (cosa tutta da dimostrare) e che tutto il portafoglio crediti della Banca sia stato correttamente classificato (ovvero, che non vi siano crediti sofferenti non ancora riconosciuti come tali), se foste un risparmiatore, in quale banca preferiste depositare i vostri risparmi? In quella che a fronte di 100 euro di sofferenze, ha accumulato un tesoretto di 60 euro, oppure in una che ne ha accumulato solo42 (per fare un esempio)?

In altri termini: se stesse per arrivare l’inverno, vorreste essere ospitati dalla cicala, oppure dalla formica sapiente che si è premunita con scorte di cibo per affrontare il gelo?

Ma soprattutto, di tutto questo, i clienti della Banca sono stati adeguatamente informati?

 

b) monetizzare le plusvalenze latenti derivanti dal portafoglio titoli “immobilizzato” non è consetito dalle norme. Ed anche se fosse possibile, sarebbe come vendersi i gioielli di famiglia, in grado di generare ricavi futuri, per coprire perdite d’esercizio attuali. Si potrebbero tamponare i problemi di bilancio nel presente ma, come si riuscirebbe a chiudere il bilancio dei prossimi anni senza i flussi di cassa generati da quei titoli di stato che si vorrebbe vendere per tamponare le perdite attuali?

 

Il vecchio management della BCC Monopoli non andava rimosso Giusto. Probabilmente, a parere di chi scrive, il vecchio management, alla luce dei risultati e delle considerazioni fatte in precedenza, avrebbe dovuto dimettersi molto prima.

 

E’ stato violato il principio democratico a danno dei soci Il principio democratico a danno dei soci (soprattutto fondatori) della Banca, con ogni probabilità, è stato violato quando si è consentito di fare ingresso nella compagine societaria a centinaia di persone tramite il versamento dell’equivalente di una sola quota (50 o 250 euro circa), senza neanche verificare che gli stessi cominciassero ad operare realmente con la BCC. Si è violato, così, il principio mutualistico che è alla base delle Società Cooperative.

Ma soprattutto, a chi e cosa hanno giovato questi nuovi soci?

 

L’assemblea straordinaria dei soci, chiamata ad approvare la fusione, si sarebbe potuta tenere a luglio prossimo, in modo da garantire il dibattito in presenza Si tratta di una mera ipotesi, dato che cosa accadrà a luglio non è chiaro neanche allo stesso Governo.

In realtà non si poteva attendere perché:

1) bisogna fare in fretta la fusione prima che i risparmiatori ed i clienti della BCC vengano allarmati dal clima di incertezza attuale;

2) grazie alle politiche espansive della compagine societaria di cui sopra, i soci della BCC Monopoli ammontano oggi a più di 1.700. Sono più delle presenze che si registrano per una partita di calcio di Lega Pro. Ritenete, che una simile assemblea, si sarebbe potuta tenere in presenza il prossimo mese di luglio?

 

Così si azzera il valore della BCC Monopoli Sarà la magistratura a stabilire chi, con il suo operato, ha davvero compromesso il valore del capitale investito dai soci nella BCC Monopoli.

Sommessamente, si fa rilevare che, se il managment della BCC Monopoli si fosse tagliato del 50% i propri compensi, non per dovere ma per semplice amore della Banca, probabilmente, oggi non saremmo a questo punto.

In conclusione: chi è stato causa del suo mal, non ha che da piangere se stesso!

 

Michela Rotondo