Concessioni demaniali, FI: “Canoni alle stelle, gestori dei lidi in difficoltà: ricavi insufficienti”

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ph di archivio
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Lo dichiarano i consiglieri regionali Giandiego Gatta, Stefano Lacatena e Paride Mazzotta. “Il minimo richiesto ai gestori dei lidi balneari è aumentato di circa 7 volte”,spiegano in una nota. 

“I canoni annuali per le concessioni demaniali marittime sono schizzati alle stelle: dal 2020 al 2021, infatti, il minimo richiesto ai gestori dei lidi balneari è aumentato di circa 7 volte”. Lo dichiarano in una nota stamoa i consiglieri regionali di Forza Italia Giandiego Gatta, Stefano Lacatena e Paride Mazzotta, che aggiungono: “Una proporzione eloquente per chiarire la ratio sottesa alla mozione che abbiamo presentato per impegnare la Giunta regionale ad intervenire affinché il governo nazionale provveda a riequilibrare le richieste ai concessionari. L’aumento, spropositato e incomprensibile, è stato decretato dal Ministero delle Infrastrutture il primo dicembre del 2020 e mette in seria difficoltà soprattutto quelle piccole imprese che dispongono di concessioni di ridotte dimensioni tanto da ritenere i ricavi insufficienti e poco equi”.

lacatenaSecondo  dati ministeriali, le concessioni in Italia oggi sono circa 52mila e 500, di cui 27mila e 300 ad uso “turistico-ricreativo”, evidenziano i consiglieri.
“Per la Puglia, pleonastico dirlo, rappresenta una vera e propria stangata: l’economia che ruota attorno al mare, infatti, è decisamente ragguardevole e concorre a pieno titolo a qualificare la nostra offerta turistica. Imporre canoni così elevati ai concessionari significa, in molti casi, far desistere l’impresa dal prosieguo delle attività ed è per questo che ci auguriamo che non solo la nostra mozione sia condivisa da tutto il Consiglio regionale, ma che il governo nazionale si dimostri sensibile e provveda a modificare la decisione assunta dall’esecutivo precedente”.

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