Coronavirus, anche il Comune stringe la cinghia. Spese solo per lo stretto necessario

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Foto di archivio
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Meno entrate nel mese di marzo dalla tassa di soggiorno, dalle entrate da servizi e dagli oneri di urbanizzazione. 

Il nuovo coronavirus non risparmia nemmeno il bilancio del Comune di Monopoli, costretto ora a ridurre allo stretto necessario le spese per il funzionamento dell’Ente, onde evitare l’impossibilità di garantire ai cittadini i servizi essenziali. Ad annunciarlo, con una comunicazione interna inviata la scorsa settimana agli uffici, è stato il dirigente dell’Area Servizi Finanziari e Demografici, il Dott. Francesco Spinozzi, riferendo di una drastica contrazione delle entrate patrimoniali e tributarie.

Assessore Alessandro Napoletano - Video live 1 consiglio comunale
Alessandro Napoletano, assessore al Bilancio del Comune di Monopoli

A confermare queste indiscrezioni giunte alla nostra redazione è stato l’assessore al Bilancio, Alessandro Napoletano, il quale ha specificato come, al momento, non sia possibile effettuare una stima del calo in questione. “Nella previsione di mancate entrate, è chiaro che bisogna cominciare a contenere le spese – ha spiegato l’esponente della Giunta a Link24 -. In via preventiva, poiché ci aspettiamo una riduzione di varie entrate, stiamo provando a contenere anche le uscite”.
Sino ad ora, particolarmente critico sotto questo aspetto si è rivelato il mese di marzo, caratterizzato, sin dai suoi primi giorni, dai Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri finalizzati a disporre, gradualmente, lo stop alle attività commerciali dedite alla vendita dei beni non essenziali e la permanenza in casa dei cittadini, eccezion fatta per le situazioni legate a motivi di lavoro, salute e necessità. L’attuale situazione di emergenza pandemica ha così inciso notevolmente sia sulla capacità contributiva dei monopolitani che sul potere d’acquisto dei nuclei familiari, facendo registrare una drastica contrazione degli incassi di natura patrimoniale e tributaria.

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Tra i mancati introiti tributari, a pesare maggiormente è la mancata riscossione dell’imposta di soggiorno. A seguito delle misure attualmente in vigore, le prenotazioni effettuate per i pernottamenti si sono logicamente tramutate in disdette. Non è un caso, infatti, che tra le realtà maggiormente colpite dalla pandemia vi siano anche quelle turistiche.
A calare sono poi le entrate per servizi (come, ad esempio, i proventi degli spettacoli al Radar, dei servizi scolastici e di quelli cimiteriali, dei parchimetri, delle contravvenzioni per le violazioni al Codice della Strada, degli impianti sportivi e dell’utilizzo dei locali comunali).
Infine, stessa situazione per quanto concerne gli introiti derivanti dagli oneri di urbanizzazione.
Alla luce di una simile situazione, per il Comune non vi è altra soluzione che provvedere alle sole spese obbligatorie, ossia quelle che, se non effettuate, rischiano di comportare pregiudizi all’azione amministrativa o di arrecare gravi danni all’Ente. Per l’intera durata dell’emergenza saranno quindi respinti tutti gli altri provvedimenti, ovvero quelli che impegnano il bilancio per servizi non indifferibili e non urgenti. Restano tuttavia consentite le spese finanziate attraverso i trasferimenti da altri enti. “Le spese al momento effettuabili sono quelle indifferibili, necessarie – ha confermato alla nostra redazione l’assessore al Bilancio -. Spese che non possiamo posticipare, come per esempio quelle per il funzionamento dell’Ente”.