Covid, la morte assurda della signora Dora. La denuncia della famiglia: “Sistemata in un deposito di secchi e bustoni”

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Il deposito dove è stata sistemata la bara della donna prima della tumulazione
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La donna di Monopoli viene ricoverata per un intervento di protesi all’anca ed è negativa. Esce dall’ospedale che è positiva (ma non glielo dicono inizialmente) e muore. Dopo la morte, lamenta la famiglia, viene sistemata in uno sgabuzzino sporco. 

Una storia assurda. Di errori nella lettura di tamponi, di contagi, di un’anziana che entra negativa in ospedale per un intervento di protesi all’anca ed esce da lì positiva. La signora, Dora Scarafino, 82 anni, viene ricoverata il 7 settembre alla Mater Dei. Intervento prima, decorso poi.

Scoppiano successivamente nel reparto dei contagi e cominciano a dimettere i pazienti non positivi per evitare la propagazione del virus. La signora viene dimessa il 7 ottobre, senza aver concluso la riabilitazione, con un tampone negativo. Ma il tampone negativo questa volta non era. La signora era positiva: alla dimissione però avevano letto erroneamente quello di ingresso, riferiscono i figli.
Nel frattempo l’anziana torna a casa, i figli l’accolgono dopo un mese, desiderosi di riabbracciare la loro mamma. Qualche ora dopo la telefonata dall’ospedale: la signora Dora è positiva. Tutta la famiglia finisce in isolamento in location diverse, ma due figli risultano positivi già dopo qualche giorno e una dei due viene ricoverata in ospedale dopo una settimana.

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Domenica la signora, le cui condizioni nel frattempo erano peggiorate ed era stata ricoverata, muore dopo essere stata sedata e intubata. E’ il caso che comunica anche il sindaco Annese. Ma il dolore non finisce qui. La donna viene portata al cimitero di Monopoli e sistemata in una sorta di sgabuzzino, sporco, pieno di cassette. Un deposito insomma, come riferisce a Link24 il figlio Piero Leoci che in quella stanza ha visto di tutto: scatole per gli ossari, bidoni, cartoni vuoti. E’ li che la famiglia, in forma rigorosamente privata, avrebbe dovuto dare l’ultimo saluto alla signora. Ma la famiglia di vedere la bara della mamma circondata da quel degrado non ci sta. Chiama il sindaco, costringono a pulire e a dare una sistemata. A togliere anche quei cartoni dalle finestre, che nascondevano ciò che c’era dentro. “Abbiamo vissuto una situazione surreale, inaccettabile”, lamenta il figlio addolorato e incredulo da quanto è capitato nella sua famiglia in poco tempo.